Una coltellata profonda, con la lama penetrata fino all'impugnatura.
È morto così Alessandro Ambrosio capotreno 34enne accoltellato il 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di BOLOGNA dal croato Marinik Jelenic ora in carcere.
Com'è stato ucciso
Dai primi esiti dell'autopsia svolta giovedì fino a sera dalla medica legale Elena Giovannini, incaricata dal pm Michele Martorelli, si conferma la forza dell'unico colpo sferrato, che ha perforato i vestiti della vittima.
La ferita alle spalle
Secondo quanto si apprende dai primi esiti dell'accertamento tecnico, Jelenic ha colpito Ambrosio alle spalle con un unico fendente. Il colpo era molto profondo, tanto che si crede che la lama sia penetrata fino al manico del coltello. La ferita è larga circa quattro centimetri. La lama avrebbe raggiunto l'arteria polmonare con un grande sversamento di sangue che ha portato al decesso in poco tempo.
L'omicidio sarebbe stato commesso in circa tre secondi.
È questo il tempo trascorso tra la fuoriuscita e il rientro di Jelenic nel raggio di azione della telecamera che lo ha ripreso nella stradina che collega il piazzale Ovest al parcheggio della stazione di Bologna, dove avrebbe seguito e poi accoltellato a morte Ambrosio.
Il video
Dai video, che pur non hanno ripreso l'accoltellamento, perché in un punto cieco delle telecamere, emerge come l'unica persona vicina alla vittima al momento della morte era Jelenic. Il croato è stato ripreso mentre segue il capotreno, bevendo una birra in lattina, a tratti accelerando.
Poi si vede Jelenic tornare indietro, con passo accelerato e guardandosi indietro.Il fatto che Ambrosio sia stato colpito con un unico fendente alla schiena rende inverosimile che l'aggressore procedesse in senso contrario.
Trovata un'arma
Per la giudice il suo coinvolgimento è l'unica conclusione logica che spieghi il quadro indiziario, avvalorato dal ritrovamento della possibile arma del delitto, un coltello della stessa marca dei due sequestrati all'indagato al momento del fermo e presumibilmente sporco di sangue.
Per verificare che sia effettivamente il coltello del delitto sarà necessario fare accertamenti, probabilmente con avvisi alle parti e in contraddittorio: impronte digitali e analisi genetiche, comparando eventuali tracce di sangue con quello della vittima.
Dovrà essere analizzato anche il sangue che l'uomo aveva su una scarpa (sempre quando è stato bloccato a Desenzano del Garda) e se le suole corrispondano alle impronte su una chiazza trovata vicino al luogo del delitto. Inoltre quando è stato fermato era vestito nello stesso modo del soggetto ripreso dai video.
Jelenic resta in carcere
Il gip del tribunale di Brescia ha convalidato il fermo di Jelenic, che resta in carcere. Nel corso dell'interrogatorio di convalida il croato si era avvalso della facoltà di non rispondere. «Si riserverà di parlare con il magistrato titolare dell'inchiesta a Bologna», ha spiegato il difensore Luisella Savoldi.
Jelenic era stato fermato la sera dell'Epifania alla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, nel Bresciano, dove era arrivato in pullman dopo aver passato la notte precedente nella sala d'attesa dell'ospedale Niguarda di Milano.
Aggiungi commento
Commenti