Stefania ha raccontato la sua storia a Verissimo.
Una testimonianza durissima, che dà voce a un incubo condiviso da più donne. Ospite nello studio di Verissimo Stefania Loizzi ha raccontato passo dopo passo la violenza subita, ripercorrendo la notte con Ubaldo Manuali e una storia iniziata anni prima sui social, tra fiducia, fragilità e manipolazione.
«L’ho conosciuto su Facebook, era un’amicizia che è durata tre anni», racconta Stefania.
All’inizio, nel 2020, il rapporto era marginale: «Io lavoravo, non gli davo molto peso. Ci sentivamo per telefono, mi parlava anche di un parroco». Poi arriva il momento più fragile della sua vita: «Quando è venuta a mancare mia mamma, lui ha visto la mia fragilità ed è stato molto presente. Mi spronava a uscire, sembrava una persona carina e rispettosa».
Il racconto di Stefania
Manuali, però, cercava una relazione che Stefania non voleva: «Io non volevo nulla».
Un primo campanello d’allarme durante una cena: «Sotto al tavolo aveva atteggiamenti equivoci. Mi sono ghiacciata. Gli ho detto: “Andiamo a casa”». Da lì, Stefania prova a chiudere ogni rapporto: «Non l’ho più voluto sentire, ma lui era molto insistente, continuava a chiamarmi».
Il 15 gennaio 2023 l’uomo torna a farsi vivo: «Mi ha chiesto se volevo andare a cena da lui. Ho rifiutato, ma mi ha detto: “Vengo io a casa tua, porto la spesa, tu non devi pensare a nulla”». Alla fine Stefania accetta. «È venuto con tutto l’occorrente. Mentre ero di spalle ha versato tutta la boccetta delle gocce nel prosecco, tre volte la dose consigliata dai medici. Dopo il primo sorso non ricordo più niente».
Il risveglio
Si risveglia alle 5:30 del mattino: «L’ho visto nel mio letto. Mi ha detto che mi ero sentita male e che non se la sentiva di lasciarmi sola». Poi lui va a lavoro, Stefania si riaddormenta. «Alle 10:30 mi sono svegliata, ero completamente stordita». Dopo aver contattato il medico, viene mandata subito al Pronto Soccorso: «Da lì ho sporto denuncia».
Ubaldo Manuali è stato condannato, ma ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che «sono stata io a prendere le gocce». Stefania è netta: «Sono stata drogata e violentata. Per lui provo disgusto. In aula non riesco neanche a guardarlo in faccia. Non ha mai chiesto scusa, mi ha fatta passare per una poco di buono».
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