Si assottigliano sempre di più le speranze per il bimbo di due anni e mezzo al quale lo scorso dicembre era stato trapiantato un cuore risultato danneggiato per seri problemi nel trasporto: il comitato di esperti riunito all'ospedale Monaldi di Napoli- dove il piccolo è tuttora ricoverato - ha espresso parere negativo sul nuovo trapianto di cuore per il bambino.
No al trapianto
Nella serata di martedì la madre del piccolo era stata convocata al Monaldi, a proposito della disponibilità di un cuore per il figlio. Toccava poi all'Heart Team dell'ospedale, assieme al parere degli esperti provenienti da tutta Italia, pronunciarsi sulla trapiantabilità del bimbo. Nel frattempo già da martedì erano arrivati al Monaldi gli ispettori del Ministero della Salute per la ricostruzione della vicenda.
Le parole dell'avvocato
In mattinata a Storie Italiane l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, aveva detto: «Questo è il momento della speranza ma io ho il dovere di svolgere il mio mandato. Per questo ieri sera, in quei momenti concitati, ero al telefono con i Nas per chiedere che venissero subito con secchio e paraffina per sequestrare il cuore, nel caso ci fosse stato un espianto durante la notte».
Come è stato deciso
Il tempo trascorso in lista d'attesa d'urgenza, il peso corporeo e la compatibilità del gruppo sanguigno. Sono questi i tre fattori principali, sulla base dei protocolli sul trapianto di organi dl Centro nazionale trapianti, che vengono esaminati per decidere l'assegnazione di un organo da trapiantare e la fattibilità del trapianto.
Nel caso del piccolo di due anni e mezzo - ricoverato al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di un cuore risultato danneggiato - a pesare è però innanzitutto la condizione generale in cui versa a circa due mesi dal primo intervento e dopo il lungo periodo di circolazione extracorporea Ecmo cui è stato sottoposto.
Gli esperti che si riuniranno oggi a Napoli dovevano valutare vari elementi, a partire innanzitutto dal quadro clinico del piccolo e dalla sua compatibilità con l'esecuzione dell'intervento.
Se fosse stato stabilito che il bambino è nelle condizioni cliniche di poter ricevere un nuovo trapianto, allora sarebbero entrati in gioco altri fattori determinanti, dal momento che ci sono anche altri bambini in lista per lo stesso cuore resosi disponibile nella tarda serata di ieri.
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