Un gruppo di scout si era ritrovato alla Borgatella per ripulire dalle immondizie il greto del fiume Idice.
Tra loro, una ragazza di Casalecchio ha notato quello che sembrava un frammento osseo insolito tra i detriti. Convinta si trattasse del resto di un animale, lo ha raccolto e portato a casa, ignara della reale natura del reperto.
L'allarme
La verità è emersa solo una volta rientrata in famiglia. I genitori, insospettiti dalla forma dell'osso, hanno consultato un amico medico che ha confermato i loro timori: quel reperto non apparteneva a un animale. La famiglia ha immediatamente allertato le forze dell'ordine, consegnando l'osso ai Carabinieri che hanno proceduto al sequestro probatorio e informato il pubblico ministero.
Le indagini forensi
Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, i primi rilievi suggeriscono che si tratti di un arto inferiore, quasi certamente la tibia di una donna. Il reperto è ora nelle mani degli specialisti forensi, incaricati di eseguire i test del DNA e analisi scientifiche approfondite.
L'obiettivo è confermare la natura umana del resto e stabilire una datazione precisa, cercando di capire da quanto tempo l'osso si trovasse nel fiume.
L'ombra del precedente
Il macabro ritrovamento ha inevitabilmente risvegliato vecchi timori legati alla zona. Nel gennaio 2022, a poca distanza dal punto attuale, un altro volontario aveva rinvenuto uno scheletro quasi completo, occultato in un sacco a pelo e chiuso in un sacco nero. Nonostante le analisi approfondite condotte dal Ris dei Carabinieri, quel caso non ha ancora trovato una soluzione, né i resti hanno un nome.
Ipotesi e misteri irrisolti
Sebbene al momento non esistano prove concrete che colleghino la tibia ritrovata domenica al corpo rinvenuto quattro anni fa, il mistero aleggia sulle sponde dell'Idice. Saranno i prossimi accertamenti a stabilire se si tratti di un caso isolato, legato magari a un vecchio evento di cronaca, o se la Borgatella nasconda ancora segreti pronti a riemergere dal fango.
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