Ex Ilva di Taranto, operaio 36enne precipita da una passerella alta dieci metri: muore poco dopo in ospedale. Proclamato lo sciopero.

A perdere la vita Loris Costantino, residente nella borgata di Talsano. Inutili i soccorsi. Nei giorni scorsi un altro operaio Claudio Salamida ha perso la vita in una dinamica molto simile.

Ennesimo incidente mortale nell'ex Ilva di Taranto. Un operaio di 36 anni, Loris Costantino, residente nella borgata di Talsano, è morto questa mattina, 2 marzo, dopo essere precipitato da una passerella posta a dieci metri d'altezza nell'area: le sue condizioni sono apparse subito gravissime ai primi soccorritori.  Trasportato subito all'ospedale Santissima Annunziata è deceduto per le numerose e molto gravi lesioni riportate nell'impatto col suolo. Sul posto ci sono i vigili del fuoco e personale dello Spesal.

Da
accertare dinamica e responsabilità. L'uomo lavorava per la ditta di pulizia Gea Power. Lascia due figli.

«Siamo devastati da questa notizia. Il piano di calpestivo su cui lavorava l'operaio è venuto giù, è completamente disfatto. Per noi è del tutto evidente che coloro che hanno una responsabilità si devono togliere di mezzo. Ora basta - dice il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma- abbiamo scioperato, abbiamo manifestato per dire che era necessario investire sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, sulle manutenzioni.

Adesso siamo a due persone che muoiono a distanza di pochissimo tempo.

Basta parole, non le vogliamo più sentire». De Palma ricorda che i sindacati hanno «chiesto alla Presidente del Consiglio in tempi non sospetti di occuparsi direttamente dalla questione perché c'era e persiste una gestione che non andava bene. Diciamo basta».


In merito alla convocazione a Palazzo Chigi per il 5 marzo De Palma sostiene che «è arrivata perché ci siamo dovuti autoconvocare come al solito, perché fosse stato per loro che la gestiscono così bene l'azienda non ce ne sarebbe stato bisogno. 

Loro non hanno bisogno dei lavoratori, non hanno bisogno del sindacato, non hanno bisogno di nessuno».

De Palma fa sapere che «sono in corso consultazioni con le altre organizzazioni sindacali per decidere le iniziative da intraprendere.

La prima cosa è stringersi alla famiglia e ai lavoratori».

È il secondo incidente mortale - con caratteristiche simili - dopo quello del 12 gennaio scorso, quando, anche in questo caso, per il cedimento di un piano di calpestio del convertitore 3 dell’acciaieria 2 morì l’operaio, dipendente ex Ilva, Claudio Salamida

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