Emerge un incrocio che racconta meglio di qualunque dossier come la criminalità napoletana sia un groviglio di parentele e destini segnati.
Il blitz è scattato quando fuori era ancora buio pesto: oltre cinquanta persone portate via in una sola notte . Lo Stato ha calato tre diverse mannaie giudiziarie per provare a spegnere i motori delle stese e delle piazze di spaccio che da mesi tengono la città col fiato sospeso. È una risposta muscolare, coordinata dalla Dda, che punta a smontare pezzo dopo pezzo la nuova geografia della camorra urbana.
Il legame
Al centro della prima ordinanza c’è il sangue di Santa Teresa degli Scalzi. Per l'omicidio di Emanuele Durante avvenuto a marzo 2025, è finito in manette il terzo presunto killer.
La notizia però è nel profilo dell’arrestato: un uomo legato ai Tufano, la stessa famiglia di quel ragazzino, Emanuele, rimasto ucciso a piazza Mercato lo scorso ottobre dal "fuoco amico" della sua stessa paranza. Un incrocio che racconta meglio di qualunque dossier come la criminalità napoletana sia un groviglio di parentele e destini segnati.
L’asse dei clan
Mentre si chiudeva il cerchio sull'omicidio, carabinieri, polizia e finanza invadevano le strade del Borgo Sant’Antonio e della zona Mercato.
L’obiettivo della Procura è stato quello di neutralizzare 39 soggetti sospettati di gravitare attorno ai clan Mazzarella e Contini. È qui, tra i vicoli dello shopping popolare e le basi dello spaccio, che si gioca la partita per il controllo del territorio, con i vecchi assetti di Secondigliano che spingono per non perdere terreno.
La parata degli scooter
L'ultima stoccata riguarda invece la Sanità, con 22 arresti che descrivono una realtà quasi cinematografica, se non fosse terribilmente vera. Le immagini allegate all'inchiesta mostrano il presidio militare del quartiere: batterie di giovanissimi che sfrecciano in scooter mostrando tatuaggi e pistole come se fossero trofei.
Non è solo malavita, è un'estetica della violenza che serve a blindare le piazze di spaccio e a terrorizzare chiunque provi a mettersi in mezzo.
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