L’inchiesta della Polizia Postale partita da una segnalazione internazionale. Sequestrati computer e dispositivi digitali.
Un’indagine silenziosa, partita da una segnalazione oltreconfine e sviluppata attraverso il monitoraggio della rete, ha portato all’arresto di un uomo di 50 anni accusato di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.
A fermarlo sono stati gli agenti della Polizia di Stato, al termine di accertamenti che hanno documentato la presenza online di attività di condivisione di contenuti illeciti.
L’inchiesta ha preso avvio nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia grazie a un alert trasmesso al Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, struttura del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica specializzata nel contrasto ai reati contro i minori sul web.
Gli approfondimenti sono stati condotti dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Firenze, che ha individuato operazioni di upload di file dal contenuto pedopornografico, con immagini riferibili a bambini e adolescenti tra i 4 e i 17 anni.
Attraverso un lavoro tecnico di tracciamento e analisi degli account utilizzati per la condivisione, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità dell’utente sospettato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria fiorentina è stato quindi eseguito un decreto di perquisizione nei confronti dell’uomo.
Durante le verifiche sui dispositivi informatici in suo uso sono stati trovati migliaia di file multimediali di natura pedopornografica, alcuni dei quali riguarderebbero anche bambini in tenerissima età.
Il rinvenimento del materiale ha portato all’arresto in flagranza e al sequestro delle apparecchiature .E non finisce qui.
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