Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
È stato condannato all'ergastolo Giaco Friso, il 35enne accusato di aver ucciso con quattro coltellate l'amico d'infanzia e vicino di casa Michael Boschetto il 27 aprile 2024 a Villa Padovana. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Padova al termine del processo di primo grado, accogliendo la richiesta del pm Benedetto Roberti.
Subito dopo aver ucciso l'amico al culmine di una violenta lite, Friso avrebbe preso il suo cellulare e lo avrebbe usato per scattarsi un selfie.
A Friso è stata riconosciuta l'aggravante dei futili motivi, mentre è esclusa quella della premeditazione. A quanto stabilito dalla Corte presieduta dalla giudice Domenica Gambardella, il 35enne è stato anche condannato al risarcimento dei danni a favore della parte civile, da liquidarsi in via definitiva in 242mila euro. Stando alla ricostruzione degli investigatori, Friso avrebbe colpito Boschetto all'alba, a seguito di una violenta lite.
L'uomo aveva problemi di tossicodipendenza e nei giorni precedenti all'omicidio era stato visto girare con un coltello in mano.
Il selfie che si sarebbe scattato con il cellulare dell'amico subito dopo averlo ucciso, era stato trovato dal padre della vittima tempo dopo, quando gli erano stati restituiti gli effetti personali del figlio. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Chi era la vittima
Si conoscevano da molti anni il 31enne Michael Boschetto e il 34enne Giacomo Friso. Anni segnati talvolta anche da screzi e scontri.Quasi coetanei, vivevano in via Gomiero, nel centro del paese. Il primo al civico 4 con il padre, il secondo al 5 da solo. Uno di fronte all’altro. Friso, cresciuto senza padre e rimasto orfano di madre da ragazzo, quando è morta anche la nonna ne ha ereditato l’abitazione e da giovanissimo è finito preda della tossicodipendenza.
Boschetto, pur avendo avuto più di dieci anni fa un guaio con la giustizia, si era costruito una vita onesta di lavoro.
Il paese piccolo, le case a due passi e l’adolescenza: inevitabilmente i due trentenni avevano finito per conoscersi benissimo. Anche a causa delle turbolenze di Friso non sono però mancate delle tensioni, con più di qualche litigio e qualche scontro fisico.
Da quando però il 34enne era entrato in una comunità di recupero a Breganze la situazione pareva archiviata
Aggiungi commento
Commenti