Silvano è stato il primo paziente ad aver ottenuto il suicidio assistito in Liguria. Qual è la differenza con l'eutanasia.
n Liguria è stato portato a termine il primo suicidio assistito della regione. Il paziente era affetto da sclerosi multipla progressiva e combatteva contro la malattia da trent’anni. L’uomo, Silvano, aveva 56 anni e viveva a Genova. Il fine vita è avvenuto tramite la somministrazione del farmaco fornito dal Sistema Sanitario Nazionale.
Il primo caso in Liguria
Con la sua scelta, Silvano è il 12esimo paziente in Italia ad aver scelto il suicidio assistito per porre fine alle sue sofferenze, ma è anche il primo caso in Liguria.
Come riporta Adnkronos, l’uomo combatteva da circa trent’anni contro la sclerosi multipla progressiva. Per poter avere questa opportunità Silvano ha dovuto attendere un anno, fino a quando non ha ricevuto il farmaco fornito dal Sistema Sanitario Nazionale con tutti gli strumenti necessari.
Silvano è morto mercoledì 4 febbraio. L’Associazione Luca Coscioni, che ha seguito la vicenda dell’uomo dall’inizio, in un comunicato ha riportato l’appello che Silvano aveva fatto alla Regione Liguria e al Parlamento.
Le sue parole: “Mi auguro che la mia lotta possa servire anche ad altri nella mia stessa condizione”.
La storia di Silvano
56 anni, la malattia aveva reso Silvano tetraplegico e presentava difficoltà anche nella comunicazione e nella deglutizione. Per questo motivo aveva bisogno di assistenza continua per ogni attività del giorno. Per l’espletamento delle urine era collegato a un catetere vescicale permanente, e per le evacuazioni veniva sottoposto a determinate manovre.
Esasperato per queste condizioni di salute, il 24 febbraio 2025 il 56enne aveva presentato domanda per accedere al trattamento del suicidio assistito presso la Asl regionale, che aveva dato esito positivo senza, tuttavia, indicare le modalità. Silvano si era dunque rivolto all’Associazione Luca Coscioni ottenendo l’assistenza legale della coordinatrice Filomena Gallo.
Al termine del percorso, e in assenza di medici disponibili ad assisterlo nella procedura, Silvano era stato affiancato dal medico anestesista Mario Riccio messo a disposizione dall’Associazione. La procedura cui ha fatto appello l’uomo è quella prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso Cappato-Antoniani.
La differenza tra suicidio assistito ed eutanasia
Come il termine suggerisce, il “suicidio assistito” prevede che il paziente assuma da sé il farmaco fornito con l’assistenza di un medico. L’Eutanasia invece, prevede che sia il medico a somministrare il farmaco. Nel primo caso la procedura prevede severe disposizioni di legge, nel secondo caso in Italia non è consentito.
In Italia manca una legge specifica sull’argomento.
Per questo ad oggi chi sceglie il suicidio assistito fa ricorso alla sentenza 242 del 2019, che dichiarò non punibile Marco Cappato che scelse di accompagnare Dj Fabo in Svizzera.
Secondo la sentenza, infatti, non è punibile chi favorisce una persona capace di autodeterminarsi nella scelta di porre fine alle sue sofferenze, se queste sono causate da patologie irreversibili che portano al progressivo deperimento fisico e psicologico, e se queste la portano a sopravvivere solamente con trattamenti.
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