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Condanna per Asl e psichiatra.
Una violenza imposta dal personale sanitario nei confronti di una donna incinta alla ventesima settimana andata in crisi al momento di subire uno sfratto con la forza pubblica.
La donna fu sottoposta a un Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, che poi non venne convalidato da altri medici.
Un abuso che aveva messo a rischio il feto.
Oggi, a distanza di oltre vent’anni dai fatti e dopo una trafila giudiziaria arrivata fino in Cassazione, la Corte d’Appello (quarta sezione civile) condanna psichiatra e Asl Toscana Centro a risarcire la signora, all’epoca 38enne, assistita dagli avvocati Vittorio Amedeo François e Giancarlo Lo Manto.
Un danno da lesione personale quantificato in 7.714 euro a cui vanno aggiunte le spese legali dei gradi di giudizio pregressi per 16mila euro.
FOCUS
Il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) è un intervento medico imposto per legge quando una persona ha un grave disturbo psichico e rifiuta le cure, ma rappresenta un rischio per sé o per gli altri.
In Italia è regolato dalla Legge 833/1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale.
In pratica cosa significa
Il Trattamento Sanitario Obbligatorio può essere disposto quando ci sono tre condizioni:
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Grave alterazione psichica che richiede cure urgenti.
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Rifiuto delle cure da parte della persona.
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Impossibilità di curarla in modo volontario fuori dall’ospedale.
Chi lo decide
Servono tre passaggi formali:
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Due medici propongono il TSO.
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Il sindaco del comune lo autorizza come autorità sanitaria.
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Il paziente viene ricoverato nel reparto psichiatrico ospedaliero (SPDC).
Durata
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Massimo 7 giorni, poi può essere rinnovato se necessario.
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