Un invito a «calmarsi e dare tregua» all’ex marito sarebbe stato rivolto a Kelly Wilkinson da un agente di polizia appena quattro giorni prima della sua.
Le richieste di aiuto
Secondo quanto emerso durante l’indagine, quella telefonata non sarebbe stata un episodio isolato. Wilkinson avrebbe infatti tentato più volte di ottenere protezione dalle forze dell’ordine.
In almeno due occasioni nei giorni precedenti all’omicidio, sostiene l’inchiesta, la polizia avrebbe potuto intervenire per fermare l’uomo.
Un agente avrebbe inoltre registrato in modo improprio la presenza della donna a Southport annotando nei registri interni che stava “abusando della pazienza” degli agenti, perché nello stesso giorno si era presentata anche in un’altra stazione di polizia.
Il caso segnalato come ad alto rischio
Durante l’inchiesta è stato ascoltato anche un rappresentante del Centro per la prevenzione della violenza domestica della Gold Coast, che aveva già inoltrato una segnalazione alle autorità chiedendo un riesame del caso.
Secondo quanto riferito in tribunale, alcuni giorni dopo un agente avrebbe risposto via email suggerendo alla donna di tornare alla stazione di polizia solo se avesse avuto prove a sostegno della denuncia.
«Kelly stava seguendo esattamente il consiglio ricevuto dalla polizia del Queensland», ha dichiarato la rappresentante dell’organizzazione. «Si è presentata allo sportello, ma è stata respinta».
Nonostante fosse stata segnalata come persona a rischio elevato, secondo quanto emerso dall’inchiesta non sarebbe mai stata aperta una segnalazione ufficiale sul suo caso.
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