Edoardo Borghini condannato a undici anni per l'omicidio del figlio 34enne Nicolò, ucciso il 19 gennaio 2025 con due colpi di fucile al culmine di una lite famigliare nella abitazione di Ornavasso (Verbano-Cusio-Ossola). La corte d'Assise di Novara non ha seguito l'indicazione della Procura di Verbania che per l'uomo aveva chiesto 22 anni.
I giudici hanno invece riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti e quella della provocazione.
Borghini da mesi si trova ai domiciliari ospite di un parente, dopo avere trascorso tre giorni in carcere. Il suo avvocato aveva chiesto l'assoluzione. Secondo la difesa, Edoardo Borghini avrebbe sparato per difendere sua moglie dall'aggressione del figlio.
Le parole dell'avvocato
«Sono convinto che ci siano gli spazi per poter riformare questa sentenza in meglio.
Aspettiamo le motivazioni, ma prendiamo atto che si è tenuto conto delle argomentazioni spese da questa difesa e che si è tenuto conto anche della provocazione. Il mio assistito è stato ammesso anche alla giustizia riparativa, quindi ci sarà questo percorso che potrà essere valorizzato in corte d'Assise d'appello a Torino».
È il commento dell'avvocato Gabriele Pipicelli, difensore di Edoardo Borghin. «È un processo delicatissimo - ha aggiunto Pipicelli -.
Escludevo una condanna come quella richiesta dal pm (22 anni, ndr), che mi sembrava decisamente sopra le righe, pur escludendo l'ergastolo. Leggiamo i motivi e nella competente sede ne discuteremo». L'avvocato ha quindi sottolineato che «per Borghini la condanna non è il carcere, la sua condanna morale è aver ucciso il proprio figlio. Non si darà mai pace, darebbe la sua vita per poterlo riportare in vita».
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