L'omicidio in via Svizzera.
Un agguato in pieno giorno, a pochi passi da una delle arterie principali della città. Castrese Palumbo, 79 anni, cognato dello storico boss Angelo Nuvoletta e già noto alle forze dell’ordine, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre si trovava nella sua auto.
I carabinieri sono intervenuti in via Svizzera, all’angolo con Corso Europa, dove all’interno di una Toyota Yaris è stato trovato il cadavere dell’uomo, seduto al lato guida.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, il commando killer è arrivato a bordo di moto, con il volto coperto da caschi integrali, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco, alcuni dei quali hanno raggiunto Palumbo alla testa, uccidendolo sul colpo.
Sul luogo dell’agguato i militari hanno trovato 12 bossoli calibro 9, elementi che confermano la dinamica di un’azione mirata. L’area è stata transennata per consentire i rilievi della scientifica mentre sono in corso le indagini per individuare i responsabili e chiarire il movente.
Palumbo, nato a Marano di Napoli il 30 ottobre 1946, aveva alle spalle numerosi precedenti penali.
Nel suo passato figurano accuse per ricettazione, spendita di banconote false, detenzione illegale di armi e reati in materia di stupefacenti. Gli inquirenti lo hanno a lungo indicato come persona vicina alla famiglia Nuvoletta, uno dei clan storicamente radicati nell’area a nord di Napoli.
La sua storia giudiziaria è lunga.
Nel 2003 il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo condannò a 13 anni di reclusione, mentre già dal 1984 era stato raggiunto da diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere come indiziato per reati associativi. In passato era stato anche arrestato a Caserta con accuse legate al traffico di droga.
Nel gennaio 2009 la Direzione investigativa antimafia e le forze dell’ordine disposero inoltre il sequestro di numerosi beni nella sua disponibilità. Tra questi un terreno in via San Tommaso a Marano sul quale erano stati costruiti tre lussuosi appartamenti dotati di sofisticati sistemi di videosorveglianza e due tavernette, oltre a sei appezzamenti di terreno nella stessa zona.
Sempre in via San Tommaso fu sequestrato anche un immobile abusivo composto da sei unità abitative. Tra i beni figuravano inoltre quote di immobili a Posillipo, in via Ferdinando Russo, comprendenti tre viali urbani, una grotta soppalcata e un’area terrazzata.
La vicenda personale di Palumbo era stata segnata anche da un dramma familiare: il figlio morì suicida nel carcere fiorentino di Sollicciano nel 2010.
Gli investigatori non escludono alcuna pista sull’omicidio, compresa quella legata agli equilibri criminali nell’area di Marano, territorio storicamente segnato dalla presenza dei clan camorristici. Le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’agguato e individuare i killer.
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