Francesco Tommasini morto a un anno, i sintomi dell'influenza e il ricovero in ospedale: «Era sempre stato bene»

Papà Ilario, originario di Vivaro e che lavora a Maniago, nel dolore non si dà pace: «Il mio bambino non c’è più»

Sarà l’autopsia a dover chiarire le cause della morte di Francesco Tommasini, il bambino di soli 14 mesi strappato alla vita nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La disposizione dell’esame clinico da parte delle autorità è la novità principale di queste ore: un passaggio che si rende necessario per dare una spiegazione a un decesso che, al momento, appare inspiegabile.

Si tratta di un atto dovuto, volto a escludere ogni dubbio e a individuare cosa abbia trasformato quella che sembrava una normale influenza stagionale in una tragedia di questa portata nel giro di pochissimo tempo. Intanto papà Ilario, originario di Vivaro e che lavora a Maniago, nel dolore non si dà pace: «Il mio bambino non c’è più».

LE ULTIME ORE

La ricostruzione di quanto accaduto descrive una sequenza di eventi di una rapidità che lascia ancora sgomenti medici e familiari. Fino alla giornata di domenica, Francesco non aveva manifestato segnali allarmanti: qualche linea di febbre e i sintomi tipici dei malanni che colpiscono i bambini piccoli in questo periodo dell'anno.

Nulla, nelle sue condizioni, poteva far presagire quello che poi è successo. Lunedì, tuttavia, il quadro clinico è mutato drasticamente.

La persistente inappetenza del bambino, unita a un aggravamento improvviso e violento dei sintomi, ha spinto i genitori - residenti a Majano (Udine) - a non perdere un solo istante e a correre d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale civile di San Daniele del Friuli.

I medici del presidio collinare hanno prestato i primi soccorsi, ma rendendosi conto della criticità della situazione hanno disposto l’immediato trasferimento verso il polo ospedaliero specialistico di Udine.

Nonostante l'impegno dei sanitari e la velocità dei soccorsi, ogni tentativo di salvarlo è risultato vano: Francesco ha perso conoscenza ed è mancato intorno all'una di notte, lasciando i genitori in un vuoto improvviso.

LA TESTIMONIANZA

Con poche parole che dicono tutto sulla disperazione di un padre, Ilario Tommasini: «Nulla da dire.

Destino infame. Ora aspettiamo l’esito dell’autopsia che comunque non cambierà nulla, ormai il bimbo non c’è più». Uno sfogo diretto, privo di filtri, che racconta l’impotenza di fronte a una perdita così innaturale.

Al dolore atroce della scomparsa si aggiunge poi il peso delle procedure burocratiche e cliniche, che in questi giorni impediscono alla famiglia anche solo di stare fisicamente vicina al corpicino del piccolo. «In seguito proseguiremo con la cerimonia funebre», ha aggiunto Ilario.

«Fino a quel momento, ahimè, non potremo nemmeno vederlo».

La salma di Francesco resta infatti custodita in attesa che i medici legali completino i necessari accertamenti.

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