Due arresti per omicidio aggravato dal metodo mafioso a Catania.
I provvedimenti sono stati eseguiti questa mattina nei confronti di due indagati, ritenuti responsabili di un efferato delitto avvenuto tra Catania e Carlentini, con movente legato a dissidi su traffico di droga e debiti di gioco.
Le indagini e la fonte della notizia
Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, l’operazione ha coinvolto i Comandi Provinciali di Catania e Siracusa, con il supporto del personale del Comando Provinciale di Vibo Valentia. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato le indagini sin dalle prime fasi.
Chi sono gli arrestati e le accuse
I destinatari della misura cautelare sono C.P., nato a Lodi il 25 aprile 1990 e residente a Catania, con precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio, in materia di armi e stupefacenti, figlio di un noto esponente dell’organizzazione mafiosa C.B.; e S.D., nato a Lentini (SR) il 3 dicembre 2003, anch’egli con precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti. Entrambi sono gravemente indiziati, allo stato delle indagini, di omicidio, soppressione di cadavere, porto illegale di armi e danneggiamento seguito da incendio, tutti aggravati dal cosiddetto metodo mafioso.
La scoperta del corpo e l’avvio delle indagini
Le indagini sono partite quando nelle campagne di Carlentini (SR) è stato rinvenuto il corpo carbonizzato di P.S.A. all’interno dell’autovettura a lui in uso. Gli investigatori hanno subito compreso la complessità del caso, dovuta ai tentativi degli autori di cancellare ogni traccia del delitto mediante l’incendio del cadavere e del veicolo.
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