È morto Varenne, addio al “Capitano”: raggiunge il suo Enzo Giordano
Il mondo del trotto piange Varenne, uno dei cavalli più celebri e vincenti della storia dell'ippica. Una leggenda che torna idealmente accanto al proprietario Enzo Giordano, scomparso nel 2025.
Varenne è morto. Il “Capitano” del trotto italiano se ne va dopo aver attraversato tre decenni di storia dello sport, diventando molto più di un campione. La sua figura aveva ormai superato i confini dell'ippica, trasformandosi in un simbolo riconosciuto anche da chi non ha mai seguito una corsa al trotto.
La notizia assume un significato ancora più forte pensando a Enzo Giordano, il proprietario che aveva creduto in lui e che era morto nel maggio 2025 all'età di 71 anni. Oggi, con la scomparsa di Varenne, si chiude idealmente anche una storia umana e sportiva rimasta impressa nella memoria di migliaia di appassionati.
Varenne, una leggenda nata quasi per caso
Nato il 19 maggio 1995 nell'allevamento Zenzalino di Copparo, in provincia di Ferrara, Varenne sembrava inizialmente destinato a una carriera importante, ma nessuno poteva immaginare quanto sarebbe diventato grande.
Fu proprio Enzo Giordano ad acquistarlo quando aveva appena tre anni. Una scelta che avrebbe cambiato per sempre la storia del trotto. Affidato alle cure del suo team e guidato da Giampaolo Minnucci, Varenne iniziò una straordinaria escalation di vittorie.
Da giovane cavallo acquistato da Enzo Giordano a icona mondiale: la parabola di Varenne è una delle storie più incredibili dello sport italiano.
I trionfi che lo hanno reso immortale
Varenne ha conquistato alcuni dei più importanti appuntamenti internazionali del trotto. Tra le sue imprese spiccano le vittorie nel Prix d'Amérique, nell'Elitloppet, nel Gran Premio della Lotteria di Agnano e nella Breeders' Crown.
Il suo palmarès, i record e soprattutto il modo in cui affrontava le corse gli hanno fatto guadagnare il soprannome di “Capitano”. Una definizione diventata nel tempo quasi inseparabile dal suo nome.
Ora Varenne raggiunge il suo proprietario
La coincidenza temporale rende questa storia ancora più emozionante. Enzo Giordano era morto nel maggio 2025, lasciando un vuoto profondo nel mondo dell'ippica. Fu lui a credere nel giovane Varenne e a contribuire in maniera decisiva alla nascita della leggenda.
Per questo la morte del cavallo viene inevitabilmente letta anche attraverso il rapporto con il suo storico proprietario. Due protagonisti della stessa straordinaria storia che oggi, a distanza di poco più di un anno, non ci sono più.
È una storia che va oltre i risultati sportivi. Racconta di intuizione, fiducia, sacrificio e di un legame particolare tra uomo e animale. Giordano aveva visto qualcosa in quel cavallo prima che il grande pubblico ne conoscesse il nome. Varenne gli avrebbe restituito quella fiducia con una carriera irripetibile.
Il “Capitano” resterà nella storia
Con Varenne scompare un campione, ma non la sua leggenda. Le sue corse, i suoi record e le immagini delle grandi vittorie continueranno a raccontare la storia di un cavallo capace di conquistare il pubblico italiano e internazionale.
E forse il modo più significativo per ricordarlo è proprio quello di affiancare il suo nome a quello di Enzo Giordano: l'uomo che per primo credette nel “Capitano” e il campione che trasformò quella intuizione in una leggenda.
Fonte: Leggo. Approfondimenti storici e biografici sul rapporto tra Varenne ed Enzo Giordano sono stati confrontati con fonti giornalistiche disponibili.
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