🔴PRINCE, IL VAULT TORNA A PARLARE: “TIMELESS” RACCONTA 40 ANNI DI MUSICA E L’ULTIMA EMOZIONANTE NOTTE DAL VIVO

Pubblicato il 28 agosto 2026 alle ore 21:10

Prince, “Timeless”: il tesoro del Vault riapre a dieci anni dalla sua scomparsa

Dieci brani attraversano quasi quarant’anni di carriera: dagli esordi funky del 1977 fino all’ultima, emozionante esibizione dal vivo del 2016. “Timeless” riporta alla luce materiale inedito dal leggendario archivio di Prince.

Il nome di Prince continua a vivere anche attraverso le canzoni che il pubblico non aveva ancora avuto la possibilità di ascoltare. A dieci anni dalla scomparsa dell’artista di Minneapolis, il suo immenso archivio torna ad aprirsi con “Timeless”, una raccolta che mette insieme registrazioni provenienti da periodi molto diversi della sua carriera.

Il progetto comprende dieci tracce, nove registrazioni in studio e una straordinaria performance dal vivo. Il risultato non vuole essere necessariamente una nuova raccolta di grandi successi, ma piuttosto un viaggio dentro le diverse anime musicali di Prince.

Un viaggio nel tempo dentro il Vault di Prince

La caratteristica più interessante di “Timeless” è l'ordine cronologico dei brani. Si parte dal 1977 e si arriva al 2016, attraversando quasi quattro decenni di evoluzione artistica.

Il percorso permette di osservare Prince mentre cambia pelle: funk, pop, rock, soul, R&B ed elettronica convivono all'interno di una carriera impossibile da racchiudere in una sola definizione.

Il disco arriva inoltre da un patrimonio musicale enorme. Il celebre “Vault” di Paisley Park custodisce infatti una quantità impressionante di materiale mai pubblicato. “Timeless” rappresenta quindi soltanto una piccola finestra su un universo molto più vasto.

Gli anni ’70 e ’80: Prince nel pieno della sua creatività

L'apertura affidata a “I Am You”, registrata nel 1977, è particolarmente significativa. È un Prince giovane, già capace di costruire un'identità sonora personale attraverso il funk e la componente dance.

Con “Tick Tick Bang” si entra invece nell'atmosfera delle sessioni di “Controversy”. La traccia evidenzia il rapporto dell'artista con il rock e con il punk, mostrando ancora una volta quanto fosse difficile per Prince rimanere confinato dentro un unico genere.

Arriva poi “Heaven”, proveniente dal 1985, un periodo fondamentale della sua carriera. Qui emerge una dimensione più pop ed electro-funk, mentre “I Wonder”, del 1989, mostra la volontà di confrontarsi con una forma di songwriting più tradizionale.

Il risultato? Una fotografia sorprendentemente efficace di un artista che, già negli anni ’80, aveva sviluppato una libertà creativa fuori dal comune.

Gli anni ’90: una fase più controversa

Il passaggio agli anni ’90 cambia atmosfera. Le tracce di questo periodo presenti in “Timeless” non raggiungono secondo la lettura critica gli stessi livelli delle opere più celebrate del decennio precedente.

“With This Tear”, scritta originariamente per Céline Dion, porta con sé la componente romantica e melodica di Prince, mentre “Stone” si muove su coordinate differenti senza lasciare la stessa impressione delle tracce più riuscite della raccolta.

È una fase che testimonia comunque la continua ricerca dell'artista, diviso tra nuovi linguaggi musicali e il desiderio di consolidare il proprio ruolo di autore.

Dal funk al rock: gli anni 2000

Con “Calabama”, datata 2003, torna protagonista il funk. Il brano sembra costruito con una forte vocazione live e valorizza il rapporto di Prince con la sua New Power Generation.

“The Guilty Ones”, del 2007, introduce invece una componente più rock. È un altro tassello che anticipa quella dimensione chitarristica che sarebbe diventata particolarmente importante nella fase finale della carriera.

Queste tracce dimostrano come Prince non avesse mai smesso di sperimentare, anche quando la sua musica non riusciva più a raggiungere con la stessa frequenza l'impatto dei grandi album degli anni ’80.

“Bestest Friend” e l'ultima grande emozione

Tra le sorprese della parte finale della raccolta c'è “Bestest Friend”, registrata nel 2012. Il brano parte da coordinate R&B apparentemente familiari, ma l'arrangiamento e la sensibilità musicale di Prince gli conferiscono una personalità particolare.

Ma è soprattutto l'ultima traccia a dare a “Timeless” un significato speciale.

“How Come You Don't Call Me Anymore?” è proposta nella versione live per solo pianoforte registrata al Fox Theatre di Atlanta il 14 aprile 2016. Quella serata sarebbe diventata storica perché rappresentò l'ultima esibizione dal vivo di Prince, appena una settimana prima della sua morte.

La registrazione assume così un peso emotivo enorme. Il pianoforte, la voce e il rapporto diretto con il pubblico restituiscono l'immagine di un performer ancora capace di dominare il palco con una naturalezza impressionante.

“Timeless” è davvero senza tempo?

Il titolo della raccolta suggerisce un concetto quasi inevitabile quando si parla di Prince: la sua musica sembra appartenere contemporaneamente a epoche diverse.

La raccolta, però, non è composta esclusivamente da “tesori perduti” destinati a cambiare la storia della musica. Alcune tracce sono più convincenti di altre e il valore del progetto sta soprattutto nella possibilità di osservare, attraverso dieci registrazioni, l'evoluzione di un artista estremamente prolifico.

Per i fan rappresenta quindi un nuovo tassello importante. Per chi conosce soltanto i grandi successi, invece, può diventare un'interessante porta d'ingresso verso una discografia sterminata.

La tracklist di “Timeless”

1. I Am You – 1977

2. Tick Tick Bang – 1981

3. Heaven – 1985

4. I Wonder – 1989

5. With This Tear – 1991

6. Stone – 1995

7. Calabama – 2003

8. The Guilty Ones – 2007

9. Bestest Friend – 2012

10. How Come You Don't Call Me Anymore? (Live) – 2016

Un nuovo pezzo del mito di Prince

“Timeless” non pretende di raccontare tutto Prince e non potrebbe farlo. Il suo valore sta proprio nell'aprire ancora una volta una porta sul suo universo creativo.

Dieci brani bastano per ricordare quanto fosse imprevedibile, versatile e libero musicalmente. E quando arriva l'ultima registrazione, quella voce accompagnata dal pianoforte assume un significato ancora più potente: non soltanto una canzone, ma una testimonianza dell'ultimo incontro tra Prince e il suo pubblico.

A dieci anni dalla sua morte, il suo archivio continua dunque a parlare. E il viaggio dentro il Vault è tutt'altro che finito.

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