🔴Fine vita, svolta in Veneto: approvata la legge sul suicidio assistito, è la prima Regione di centrodestra

Pubblicato il 2 settembre 2026 alle ore 21:12

Fine vita, il Veneto approva la legge: è la prima Regione di centrodestra

Il Consiglio regionale dà il via libera al suicidio medicalmente assistito. Cosa prevede il nuovo provvedimento

VENEZIA – Il Veneto compie un passaggio storico sul tema del fine vita. Il Consiglio regionale ha approvato la legge che disciplina procedure e tempi dell'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito.

Il provvedimento è stato approvato il 2 settembre 2026 con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. Il Veneto diventa così la quarta Regione italiana a dotarsi di una normativa sul tema e soprattutto la prima amministrata dal centrodestra.

Una maggioranza divisa sul provvedimento

Il voto ha evidenziato una forte spaccatura all'interno della maggioranza regionale. A sostenere il provvedimento sono state alcune forze del centrodestra insieme a esponenti dell'opposizione, dando vita a una maggioranza trasversale.

La discussione sul fine vita aveva già attraversato il Consiglio regionale nel gennaio 2024, quando una precedente proposta era stata respinta per un solo voto. A distanza di oltre due anni, il Veneto è riuscito invece ad approvare una legge che stabilisce un percorso regionale per le persone che possiedono i requisiti previsti dalla normativa e dalla giurisprudenza costituzionale.

IL VOTO: 32 favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti. Il Veneto è la quarta Regione italiana a intervenire sul fine vita e la prima governata dal centrodestra.

Cosa prevede la legge sul fine vita

Il provvedimento non introduce in modo autonomo un nuovo diritto al suicidio medicalmente assistito, ma disciplina procedure, verifiche e tempi dell'assistenza sanitaria regionale nell'ambito definito dalle pronunce della Corte costituzionale.

I requisiti fondamentali restano quelli individuati dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale: la persona deve essere affetta da una patologia irreversibile, dipendere da trattamenti di sostegno vitale, vivere una sofferenza che considera intollerabile e risultare pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli.

Commissione medica e comitato etico

Uno degli elementi centrali della nuova disciplina riguarda la verifica delle condizioni della persona che presenta la richiesta.

Ogni azienda sanitaria dovrà istituire una commissione medica multidisciplinare entro 15 giorni dall'entrata in vigore della legge. La valutazione sarà poi accompagnata dal parere del comitato etico territoriale.

Il percorso dovrà essere gestito evitando ritardi ingiustificati. Il servizio sanitario regionale dovrà inoltre garantire l'assistenza prevista e fornire gratuitamente il farmaco e il supporto necessario nelle diverse fasi della procedura.

Più spazio alle cure palliative

Nel testo approvato sono stati inseriti anche elementi legati alla tutela della persona e alle cure palliative.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha spiegato che tra gli emendamenti approvati rientrano il rafforzamento del ruolo del medico palliativista all'interno della commissione e l'istituzione di un Comitato Bioetico Regionale.

La legge prevede inoltre che alla persona venga garantita un'informazione adeguata sulla possibilità di ricorrere alle cure palliative prima di qualsiasi decisione.

Perché il Veneto ha deciso di intervenire

La questione nasce anche dall'assenza, a livello nazionale, di una legge organica che stabilisca in maniera uniforme procedure e tempi per l'applicazione delle indicazioni già contenute nelle sentenze della Corte costituzionale.

Negli ultimi anni alcune Regioni hanno quindi cercato di intervenire direttamente per definire il percorso sanitario. Prima del Veneto erano già arrivate norme o discipline regionali in Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.

Una decisione destinata a riaccendere il dibattito politico

L'approvazione della legge veneta rappresenta un passaggio politicamente significativo. Per la prima volta una Regione guidata dal centrodestra si dota infatti di una disciplina sul suicidio medicalmente assistito, su un tema che continua a dividere profondamente partiti, associazioni e opinione pubblica.

Il provvedimento arriva inoltre dopo anni di discussioni parlamentari e regionali e mentre resta aperto il confronto sull'opportunità di arrivare a una legge nazionale sul fine vita.

La novità veneta non chiude quindi il dibattito: lo sposta su un nuovo livello, quello dell'applicazione concreta delle procedure e delle garanzie previste per le persone che rientrano nei requisiti stabiliti dalla giurisprudenza.

IN SINTESI: il Veneto ha approvato la legge sul fine vita con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. È la quarta Regione italiana a dotarsi di una disciplina sul suicidio medicalmente assistito e la prima governata dal centrodestra. La legge stabilisce procedure, verifiche e tempi dell'assistenza sanitaria regionale, mantenendo come riferimento i requisiti fissati dalla Corte costituzionale.

Articolo rielaborato in forma originale sulla base delle informazioni disponibili al 2 settembre 2026.

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