đź”´Bambino intrappolato in un pozzo in Algeria: corsa contro il tempo, il caso ricorda Alfredino Rampi

Pubblicato il 4 settembre 2026 alle ore 17:25

Bambino intrappolato in un pozzo in Algeria: corsa contro il tempo per salvare Ayoub

Ha 10 anni ed è rimasto intrappolato in un pozzo artesiano profondo circa 80 metri. In Algeria proseguono senza sosta le operazioni per salvare Ayoub, il bambino caduto nella cavità nella provincia di El Bayadh. La drammatica vicenda ricorda quella di Alfredino Rampi, il piccolo morto nel pozzo di Vermicino nel 1981.

Il bambino si trova a circa 80 metri di profonditĂ 

L’incidente è avvenuto nel sud-ovest dell’Algeria, nella provincia di El Bayadh. Secondo le informazioni diffuse dalla Protezione civile algerina, Ayoub sarebbe precipitato all’interno di un pozzo artesiano asciutto e molto stretto.

La cavità avrebbe un diametro di circa 40 centimetri e una profondità complessiva vicina agli 80 metri. Le dimensioni ridotte del pozzo rendono estremamente difficile l’intervento diretto dei soccorritori, che non possono calarsi facilmente all’interno.

Le operazioni di salvataggio sono in corso da diversi giorni. Ogni movimento deve essere eseguito con la massima cautela per evitare crolli o ulteriori rischi per il bambino e per le squadre impegnate.

La caduta dopo il cedimento di una copertura

Dalle prime ricostruzioni, Ayoub sarebbe caduto mentre attraversava una tavola di legno posizionata sopra l’apertura del pozzo. La copertura avrebbe ceduto sotto il suo peso, provocando la caduta nella cavità.

Da quel momento è scattata una vasta mobilitazione dei soccorritori. Sul posto sono arrivati uomini della Protezione civile, personale specializzato e mezzi pesanti, impegnati nel tentativo di raggiungere il punto in cui il bambino sarebbe rimasto bloccato.

Il terreno roccioso e instabile rappresenta uno degli ostacoli principali. La mancanza di un tubo di sostegno lungo le pareti del pozzo aumenta infatti il pericolo di smottamenti e rende ogni operazione particolarmente delicata.

Scavato un pozzo parallelo per raggiungerlo

Per salvare Ayoub, i soccorritori hanno scelto di realizzare un pozzo parallelo. L’obiettivo è raggiungere la profondità in cui si presume si trovi il bambino e aprire successivamente un passaggio laterale verso la cavità principale.

I lavori vengono effettuati con l’utilizzo di mezzi pesanti, mentre le squadre specializzate monitorano continuamente la stabilità del terreno. Polvere, roccia e possibili cedimenti rendono l’intervento molto complesso.

Le autorità hanno spiegato che la priorità assoluta è arrivare al bambino senza provocare movimenti del terreno che possano peggiorare la situazione. Per questo motivo le operazioni procedono lentamente, nonostante la necessità di intervenire nel minor tempo possibile.

Il caso ricorda la tragedia di Alfredino Rampi

La vicenda algerina ha riportato alla memoria il dramma di Alfredino Rampi, il bambino italiano di sei anni caduto in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino Roma, nel giugno del 1981.

Anche in quel caso i soccorritori tentarono di raggiungere il bambino attraverso lo scavo di un pozzo parallelo. Le operazioni durarono quasi tre giorni e furono seguite in diretta televisiva da milioni di italiani. Alfredino morì dopo essere rimasto intrappolato a circa 60 metri di profondità.

Quella tragedia segnò profondamente l’opinione pubblica italiana e contribuì a far emergere la necessità di un coordinamento più efficace nelle emergenze, diventando uno degli episodi più drammatici della storia dei soccorsi in Italia.

Ancora nessuna certezza sull’esito dei soccorsi

Al momento le operazioni per salvare Ayoub non risultano concluse. Le squadre continuano a lavorare per raggiungere il bambino, mentre le autorità seguono con attenzione ogni fase dell’intervento.

La speranza è che lo scavo parallelo permetta ai soccorritori di aprire un varco e riportare il piccolo in superficie. La situazione resta delicata e l’esito dell’operazione dipenderà dalla stabilità del terreno e dalle condizioni all’interno del pozzo.

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