🔴Foligno, aggredisce verbalmente la convivente mentre è ai servizi sociali: 56enne torna in carcere

Pubblicato il 19 settembre 2026 alle ore 17:20

Foligno, aggredisce verbalmente la convivente mentre è ai servizi sociali: 56enne torna in carcere

Era affidato in prova ai servizi sociali dopo una condanna definitiva per rapina. Una nuova lite con la convivente e la denuncia per maltrattamenti in famiglia hanno portato alla sospensione della misura alternativa e al ritorno in carcere.

IL PROVVEDIMENTO
L'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto ha disposto la sospensione dell'affidamento in prova ai servizi sociali e il ripristino della detenzione. Il 56enne è stato accompagnato nella casa circondariale di Spoleto.

La lite con la convivente

La vicenda è avvenuta a Foligno nei giorni scorsi. Gli agenti del Commissariato sono intervenuti nell'abitazione del 56enne dopo una lite con la convivente.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante la discussione l'uomo avrebbe aggredito verbalmente la donna. Al termine dell'intervento è scattata una denuncia per maltrattamenti in famiglia.

Era già affidato ai servizi sociali

Il particolare che ha reso la vicenda ancora più delicata riguarda la posizione giudiziaria dell'uomo. Il 56enne stava infatti scontando una pena attraverso l'affidamento in prova ai servizi sociali, una misura alternativa alla detenzione.

La nuova condotta è stata valutata dall'autorità di sorveglianza, che ha ritenuto non più sussistenti le condizioni per la prosecuzione della misura alternativa.

Sospeso il beneficio

L'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto ha quindi emesso un provvedimento con il quale è stato sospeso l'affidamento in prova e disposto il ripristino della detenzione.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno rintracciato il 56enne e, dopo gli adempimenti previsti, lo hanno arrestato e accompagnato presso la casa circondariale di Spoleto.

La condanna definitiva per rapina

L'uomo deve scontare una condanna definitiva a un anno e sei mesi di reclusione per rapina. Fino al nuovo provvedimento, la pena veniva eseguita attraverso la misura alternativa dell'affidamento in prova.

Il ritorno in carcere è quindi conseguenza della sospensione del beneficio decisa dall'autorità competente dopo la nuova vicenda con la convivente.

I precedenti

Il 56enne era già noto alle forze dell'ordine per diversi precedenti. Tra quelli indicati nelle ricostruzioni figurano lesioni personali, rapina, estorsione, truffa, ricettazione, maltrattamenti in famiglia, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e guida in stato di ebbrezza.

La condanna definitiva che deve ora scontare riguarda, nello specifico, il reato di rapina.

Il ritorno in carcere

Dopo la sospensione dell'affidamento in prova, il 56enne è stato trasferito nella casa circondariale di Spoleto, dove dovrà scontare la pena residua prevista dalla condanna definitiva.

La vicenda riporta così al centro dell'attenzione il tema delle misure alternative alla detenzione e delle conseguenze che possono derivare dalla violazione degli obblighi o da nuove condotte contestate durante il periodo di affidamento.

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