🔴Quattro paralizzati tornano a camminare: la rivoluzione della neurostimolazione arriva dall’Italia

Pubblicato il 23 settembre 2026 alle ore 19:33

Quattro pazienti paralizzati tornano a camminare: la svolta della neurostimolazione

Una nuova tecnica sviluppata in Italia ha permesso a quattro persone con lesioni midollari complete di stare in piedi e camminare con un deambulatore. Al centro della ricerca, un piccolo movimento del tronco.

Un risultato che apre una nuova strada nella ricerca sulle lesioni del midollo spinale. Quattro persone con una lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa sono riuscite a mantenere la posizione eretta e a camminare con l'aiuto di un deambulatore grazie a una nuova modalità di utilizzo della stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale.

Lo studio è stato condotto dal laboratorio MINE – Modular Implantable Neuroprostheses, nato dalla collaborazione tra l'Università Vita-Salute San Raffaele, l'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Med di Cell Press.

Il dettaglio che ha cambiato tutto: il movimento del tronco

La novità più interessante della tecnica riguarda il modo in cui il paziente può controllare gli effetti della stimolazione. I ricercatori hanno scoperto che una lieve estensione volontaria del tronco può modificare la risposta dello stimolatore sulle gambe.

A determinati livelli di stimolazione viene favorita l'estensione della gamba, necessaria per sostenere il peso del corpo. Aumentando l'effetto della stimolazione compare invece una flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia, indispensabile per portare avanti la gamba e compiere il passo.

IL PRINCIPIO DELLA NUOVA TECNICA

Un piccolo movimento volontario del tronco

modifica la risposta alla neurostimolazione

favorisce il movimento coordinato delle gambe

permette di compiere il passo

Chi sono i quattro pazienti

I quattro partecipanti avevano lesioni traumatiche croniche del midollo spinale tra T4 e T7. Dal punto di vista motorio, le lesioni erano considerate funzionalmente complete e nessuno dei partecipanti era in grado di contrarre volontariamente i muscoli delle gambe al momento dell'impianto.

Dopo l'impianto dello stimolatore e un percorso di quattro mesi di riabilitazione intensiva, tutti e quattro sono riusciti a mantenere la posizione eretta e a camminare con un deambulatore, senza assistenza manuale e senza sistemi per sostenere il peso corporeo.

Il ruolo fondamentale della riabilitazione

Il neurostimolatore non agisce da solo. Una parte fondamentale del risultato è stata ottenuta attraverso un programma riabilitativo quotidiano, progressivo e personalizzato.

Il percorso è iniziato con esercizi dedicati al controllo del tronco e all'attivazione degli arti inferiori attraverso la stimolazione. Successivamente i pazienti hanno lavorato sulla posizione eretta, sul trasferimento del peso e infine sulla deambulazione con il deambulatore.

Un paziente ha percorso 132 metri

I risultati ottenuti sono stati misurati anche attraverso il WISCI II, una scala utilizzata per valutare la capacità di cammino nelle persone con lesione midollare. Il punteggio di tutti e quattro i partecipanti è passato da 0 a 9.

Uno dei partecipanti è riuscito a percorrere 132 metri in 42 minuti di cammino continuo. Tutti hanno inoltre affrontato curve, pendenze e superfici esterne irregolari. Tre dei quattro hanno raggiunto anche la capacità di mantenere la posizione eretta utilizzando una sola mano per sostenersi al deambulatore.

Non è una guarigione della paralisi

Il risultato è importante, ma va interpretato correttamente. I pazienti non hanno recuperato la capacità di comandare volontariamente i muscoli delle gambe. Il movimento viene reso possibile dall'interazione tra la stimolazione del midollo spinale, il movimento residuo del tronco e il percorso riabilitativo.

La tecnica rappresenta quindi un nuovo approccio alla neuroprotesi: invece di affidarsi necessariamente a segnali provenienti dal cervello o a sensori esterni, il sistema sfrutta un movimento volontario ancora disponibile nel paziente per modulare la risposta dello stimolatore.

UNA NUOVA FRONTIERA DELLA NEUROPROTESI

Quattro persone con lesioni midollari funzionalmente complete sono riuscite a stare in piedi e camminare con un deambulatore grazie all'integrazione tra neurostimolazione e riabilitazione intensiva.

Fonte: Università Vita-Salute San Raffaele, Scuola Superiore Sant'Anna e fonti scientifiche. I risultati descritti riguardano i quattro partecipanti allo studio e non rappresentano una cura generalizzata della paralisi.

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