🔴RYANAIR, BOEING ATTERRA A MANCHESTER CON SOLO 9 MINUTI DI CARBURANTE: COSA È SUCCESSO AL VOLO PISA-PRESTWICK

Pubblicato il 25 settembre 2026 alle ore 19:24

RYANAIR, BOEING ATTERRA CON SOLI 9 MINUTI DI CARBURANTE: COSA È SUCCESSO AL VOLO PISA-PRESTWICK

Tre tentativi di atterraggio condizionati dal wind shear, due aeroporti coinvolti e una successiva emergenza carburante: il Boeing 737 Ryanair è arrivato a Manchester con appena 363 kg di carburante.

Una vicenda avvenuta quasi un anno fa torna ora al centro dell'attenzione dopo la pubblicazione del rapporto dell'Air Accidents Investigation Branch (AAIB), l'ente britannico che si occupa delle indagini sugli incidenti e sugli eventi gravi nel settore dell'aviazione.

Il protagonista è un Boeing 737-800 Ryanair partito dall'aeroporto di Pisa e diretto a Prestwick, in Scozia. Il volo risale al 3 ottobre 2025, una giornata caratterizzata da condizioni meteorologiche particolarmente difficili a causa della tempesta Amy.

Il volo Pisa-Prestwick e il maltempo

L'equipaggio era consapevole delle condizioni meteorologiche previste e aveva deciso di imbarcare carburante aggiuntivo, proprio per poter gestire eventuali ritardi o deviazioni.

La situazione è però diventata progressivamente più complicata durante l'avvicinamento a Prestwick. L'aereo ha incontrato infatti il wind shear, un'improvvisa variazione della velocità e della direzione del vento che può rappresentare un serio problema durante le fasi di decollo e atterraggio.

Il primo tentativo di atterraggio è stato interrotto. Anche il secondo avvicinamento è stato condizionato da un nuovo allarme di wind shear e l'equipaggio ha dovuto nuovamente effettuare una riattaccata.

La richiesta di dirottamento verso Manchester

Dopo i due tentativi falliti a Prestwick, i piloti hanno chiesto di poter dirottare il volo verso Manchester, aeroporto considerato idoneo per gestire la situazione.

La richiesta, tuttavia, non è stata accettata. Secondo quanto emerso dall'indagine dell'AAIB, la decisione sarebbe stata determinata da una interruzione della comunicazione tra diverse unità operative dell'aeroporto.

L'aereo è stato quindi indirizzato verso Edimburgo. Una decisione che ha avuto un peso importante nella successiva evoluzione della vicenda, perché il carburante continuava inevitabilmente a diminuire.

Anche Edimburgo non è la soluzione

Durante l'avvicinamento a Edimburgo si è verificato un terzo episodio di wind shear. Anche questa volta l'equipaggio ha dovuto interrompere la procedura di atterraggio.

A quel punto la situazione del carburante era diventata critica. Le successive valutazioni indicavano che il volo avrebbe potuto raggiungere Manchester con una quantità di carburante nettamente inferiore alla riserva finale prevista.

I piloti hanno quindi deciso di dichiarare una vera e propria emergenza carburante, utilizzando la chiamata internazionale “Mayday, Mayday, Mayday, fuel”.

L'atterraggio a Manchester: restano 363 kg

Il Boeing ha finalmente raggiunto Manchester e ha effettuato l'atterraggio con 363 kg di carburante ancora a bordo.

La quantità era significativamente inferiore alla riserva finale di 1.101 kg prevista per il volo. Secondo le stime riportate sulla base dei dati dell'indagine, quei 363 kg corrispondevano a circa 9 minuti di autonomia in condizioni normali.

363 KG DI CARBURANTE ALL'ATTERRAGGIO
Riserva finale prevista: 1.101 kg
Autonomia stimata: circa 9 minuti

Perché il carburante è sceso così rapidamente?

La risposta sta nella successione degli eventi. Il volo aveva già imbarcato carburante extra per affrontare le condizioni meteorologiche, ma ha dovuto effettuare più tentativi di avvicinamento e successive deviazioni.

Ogni riattaccata e ogni cambiamento di rotta hanno comportato un ulteriore consumo. Il rapporto dell'AAIB evidenzia inoltre che, durante le procedure di riattaccata a elevata potenza, il consumo dei due motori poteva raggiungere livelli molto elevati.

Il margine residuo si è quindi ridotto progressivamente fino a rendere necessario dichiarare l'emergenza e ottenere la priorità per l'atterraggio a Manchester.

Il problema della comunicazione a Manchester

Uno degli elementi più significativi emersi dall'indagine riguarda proprio la prima richiesta di dirottamento verso Manchester.

Secondo l'AAIB, le procedure dell'aeroporto prevedevano l'accettazione delle richieste di diversione quando lo scalo disponeva della capacità necessaria per ricevere l'aeromobile. L'indagine ha individuato un problema di comunicazione interno che avrebbe portato al mancato accoglimento della richiesta.

Dopo l'accaduto, l'aeroporto di Manchester ha ribadito agli operatori la propria politica e ha chiarito che la decisione sull'accettazione di un dirottamento non spetta al personale di handling.

Un episodio classificato come “serious incident”

L'AAIB ha classificato l'evento come serious incident. Non si è verificato un incidente con conseguenze per i passeggeri, ma la situazione raggiunta durante il volo ha richiesto un'indagine approfondita.

A bordo del Boeing 737-800 si trovavano 171 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio. Dopo l'atterraggio a Manchester, l'aereo è rimasto a terra senza che si verificassero conseguenze per le persone a bordo.

Una vicenda che riporta l'attenzione sulla sicurezza aerea

La vicenda del volo Pisa-Prestwick dimostra quanto possa diventare complessa la gestione di un volo commerciale quando condizioni meteorologiche severe, procedure operative e comunicazioni tra aeroporti si sovrappongono.

Il dato dei 363 kg di carburante rimasti all'atterraggio rappresenta il numero più impressionante emerso dall'indagine, ma il rapporto dell'AAIB racconta soprattutto una lunga sequenza di decisioni e circostanze che hanno progressivamente ridotto il margine disponibile.

L'aereo è riuscito comunque ad atterrare in sicurezza a Manchester. L'indagine ha inoltre portato l'aeroporto britannico a ribadire le proprie procedure per la gestione delle richieste di diversione.

Fonti: Air Accidents Investigation Branch (AAIB), rapporto sul Boeing 737-800 9H-QBD pubblicato il 24 settembre 2026; Corriere della Sera e altre fonti giornalistiche che hanno analizzato il rapporto.

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