🔴Mistero a Camerino: pelle e testa di una tigre abbandonate davanti al museo con una lettera

Pubblicato il 27 settembre 2026 alle ore 01:29

Mistero a Camerino: pelle e testa di una tigre abbandonate davanti al museo con una lettera

Uno scatolone lasciato davanti al Museo delle Scienze dell'Università di Camerino conteneva una pelle di tigre con la testa e una lettera firmata “Tiger”. Il reperto è stato sequestrato e sono in corso accertamenti sulla sua provenienza.

Una scoperta insolita e misteriosa a Camerino, in provincia di Macerata. Nei giorni scorsi, davanti alla porta del Museo delle Scienze dell'Università di Camerino, è stato trovato uno scatolone contenente una pelle di tigre completa di testa, danneggiata e segnata dal tempo.

All'interno del pacco c'era anche una lettera scritta al computer. Il responsabile della struttura, dopo aver trovato il reperto, ha immediatamente informato le autorità competenti. La pelle è stata quindi sequestrata e sono partiti gli accertamenti per ricostruirne la provenienza.

La lettera firmata “Tiger”

A rendere ancora più singolare la vicenda è il contenuto della lettera. Il testo racconta la storia del reperto come se fosse la stessa tigre a parlare: secondo il messaggio, l'animale sarebbe stato acquistato molti anni fa, in un periodo in cui non esistevano le attuali norme di tutela.

La lettera sostiene inoltre che la pelle sarebbe rimasta per anni in un'abitazione di Camerino, prima di essere dimenticata in una cantina e ritrovata casualmente durante un trasloco. La persona che ha lasciato il pacco avrebbe quindi scelto di consegnarlo al museo affinché potesse essere conservato e ammirato.

Il punto da chiarire è la provenienza del reperto. La pelle appartiene a una specie protetta dalla Convenzione di Washington (CITES) e per questo la sua detenzione e provenienza devono essere verificate dalle autorità.

Il sequestro e le indagini

Sul caso sono intervenuti il Nucleo Carabinieri CITES di Fermo e il Nucleo Carabinieri Forestale di Camerino. La pelle è stata sottoposta a sequestro e l'Autorità giudiziaria ha avviato gli accertamenti per stabilire da dove provenga il reperto e in quali circostanze sia arrivato davanti al museo.

È stato inoltre informato il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, che dovrà occuparsi della corretta gestione del reperto. Tra le ipotesi c'è anche la possibilità che la pelle possa essere conservata presso il laboratorio di Paleontologia del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Camerino.

Cosa prevede la normativa CITES

La Convenzione CITES disciplina il commercio internazionale e la detenzione di numerose specie animali e vegetali protette e delle loro parti. Nel caso di Camerino, saranno gli accertamenti a stabilire se il reperto sia stato detenuto e trasferito nel rispetto della normativa vigente.

I Carabinieri Forestali ricordano che la detenzione illegale di animali, piante o loro parti appartenenti a specie protette può costituire reato, con sanzioni che, nei casi indicati dalla normativa, possono comprendere anche l'arresto e pesanti ammende.

Un reperto destinato forse al museo

Resta ora da capire se la storia raccontata nella lettera corrisponda effettivamente alla provenienza della pelle. Soltanto le verifiche degli investigatori e degli organismi competenti potranno stabilire quando e dove sia stato acquisito il reperto e chi lo abbia lasciato davanti al museo.

Se la documentazione e le verifiche lo consentiranno, non è escluso che la pelle possa rimanere a Camerino e trovare una collocazione all'interno di una struttura scientifica. Per il momento, però, il reperto resta sotto sequestro.

Fonte: Tgcom24 – 26 settembre 2026

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