A Imola il nuovo raggiro del falso agente immobiliare: così una coppia ha sventato la truffa
Una presunta trattativa immobiliare diventa il pretesto per entrare in casa e cercare denaro e preziosi. L'episodio è avvenuto a Imola e ha portato all'identificazione di una delle donne coinvolte.
Quello che sembrava essere un semplice interesse per un appartamento in vendita si è trasformato in un tentativo di truffa e furto. È accaduto a Imola, dove una coppia si è trovata davanti a due donne che, con il pretesto di avere informazioni su un immobile, sono riuscite a entrare nell'abitazione.
La vicenda risale al 9 settembre 2026 ed è stata ricostruita dalla Polizia di Stato dopo la denuncia delle vittime. Una delle persone coinvolte è stata identificata e denunciata in stato di libertà, mentre gli accertamenti proseguono per risalire alla seconda complice.
Il pretesto dell'appartamento in vendita
Tutto sarebbe iniziato mentre una delle vittime si trovava sul terrazzo della propria abitazione. Una donna, dalla strada, avrebbe attirato la sua attenzione chiedendo informazioni sul proprietario di un appartamento in vendita nello stesso stabile.
La spiegazione fornita sembrava apparentemente credibile: la donna avrebbe voluto contattare direttamente il proprietario per evitare il pagamento delle spese di agenzia.
La richiesta ha convinto la residente ad aprire la porta. Ma una volta entrata nell'appartamento, la donna sarebbe stata raggiunta da una seconda complice.
La conversazione sul terrazzo e le domande sospette
Le due donne hanno iniziato a parlare con la coppia della possibile compravendita immobiliare. Durante la conversazione, però, sarebbero emersi alcuni particolari decisamente insoliti.
Una delle donne avrebbe mostrato i gioielli che indossava e avrebbe iniziato a chiedere alla coppia se in casa fossero presenti oro, denaro contante o una cassaforte.
La domanda sarebbe stata giustificata con la necessità di installare una cassaforte nel futuro immobile. Un particolare che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe rappresentato un elemento della strategia utilizzata per capire se nell'abitazione fossero presenti beni di valore.
Il tentativo di entrare nelle altre stanze
Quando la coppia ha negato di possedere oro, denaro o una cassaforte, la situazione sarebbe diventata ancora più sospetta.
Le due donne avrebbero infatti iniziato a muoversi all'interno dell'abitazione, cercando di raggiungere altre stanze senza il consenso dei proprietari.
Il tentativo non avrebbe però prodotto il risultato sperato. Non sarebbe stato portato via alcun oggetto di particolare valore e, secondo la ricostruzione, sarebbe stato trovato soltanto un cassetto messo a soqquadro.
Le due donne si sarebbero quindi allontanate rapidamente dall'abitazione a bordo di un'automobile.
La chiamata al 112 e le indagini
Dopo l'accaduto è scattata la segnalazione alle forze dell'ordine. La Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Imola ha raccolto le testimonianze e avviato gli accertamenti.
Le informazioni fornite dalla coppia e l'individuazione fotografica effettuata durante la denuncia hanno consentito agli investigatori di identificare una delle presunte autrici del tentato raggiro.
Si tratta di una cittadina ucraina, classe 1971, che è stata deferita all'Autorità Giudiziaria in stato di libertà. Gli investigatori stanno inoltre cercando di identificare la seconda donna coinvolta.
Come riconoscere questo tipo di raggiro
Il caso di Imola mostra un meccanismo particolarmente insidioso: il truffatore non deve necessariamente presentarsi chiedendo direttamente denaro. Può cercare prima di tutto di ottenere accesso all'abitazione attraverso una motivazione apparentemente innocua.
Nel settore immobiliare è importante verificare sempre l'identità di chi si presenta come agente, proprietario o potenziale acquirente e diffidare di chi cerca di ottenere informazioni sulla presenza di denaro, gioielli o altri beni di valore.
Anche i portali immobiliari raccomandano di prestare attenzione a richieste anomale, prezzi fuori mercato, contatti poco verificabili e soprattutto a qualsiasi richiesta di denaro prima di aver effettuato controlli e verifiche sull'immobile e sull'interlocutore.
Il consiglio: davanti a uno sconosciuto che chiede di entrare in casa con una motivazione insolita, è sempre preferibile non aprire e verificare prima l'identità della persona. In presenza di comportamenti sospetti, è opportuno contattare le forze dell'ordine.
Una truffa che parte dalla fiducia
La vicenda di Imola dimostra ancora una volta quanto possa essere importante non sottovalutare i piccoli segnali di allarme. Una semplice richiesta di informazioni su un appartamento può diventare, in pochi minuti, un'occasione per tentare di entrare in un'abitazione e individuare possibili beni da rubare.
La prudenza, soprattutto quando non si conosce la persona che si presenta alla porta, resta quindi una delle prime forme di difesa. E in caso di dubbio, una telefonata alle forze dell'ordine può aiutare a evitare che un innocuo contatto si trasformi in un vero e proprio raggiro.
Fonte: ricostruzione della vicenda sulla base delle informazioni riportate da Virgilio Notizie e delle indicazioni sulla prevenzione delle truffe immobiliari.
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