🔴PICOMAN FERMATO: IL LADRO DEL PICCONE AVREBBE COLPITO OLTRE 50 VOLTE NEL VICENTINO

Pubblicato il 8 ottobre 2026 alle ore 19:53

PICOMAN FERMATO AD ALTAVILLA VICENTINA: IL PRESUNTO LADRO DEL PICCONE INCastrato DALLE TELECAMERE

Il quarantenne è stato denunciato dopo l'assalto a una lavanderia. A identificarlo sarebbero state anche le immagini dei tatuaggi sulle mani.

La lunga scia di furti attribuiti al cosiddetto “Picoman” arriva a un punto di svolta. Ad Altavilla Vicentina, nel Vicentino, i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 40 anni ritenuto dagli investigatori il presunto autore di una serie di colpi caratterizzati da un particolare modus operandi: l'utilizzo di un piccone per forzare porte, casse automatiche e altri punti di accesso alle attività commerciali.

L'ultimo episodio, quello che avrebbe permesso agli investigatori di arrivare alla sua identificazione, risale al 30 settembre, quando una lavanderia della zona è stata presa di mira nel pomeriggio.

IL COLPO ALLA LAVANDERIA

Secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri, intorno alle ore 16 il proprietario della lavanderia ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine dopo aver notato un uomo intento a compiere un furto utilizzando un piccone.

Quando i militari sono arrivati sul posto, hanno trovato la porta dell'attività forzata e la parte posteriore della cassa automatica danneggiata. Sul pavimento erano presenti diverse monete, segno del tentativo di impossessarsi del denaro contenuto nella macchina.

Poco distante dalla lavanderia, i Carabinieri avrebbero poi notato un uomo in bicicletta, con il cappuccio della felpa sollevato. Alla vista dei militari, il soggetto avrebbe tentato di allontanarsi rapidamente, ma è stato raggiunto e fermato.

IL DETTAGLIO DEI TATUAGGI

A risultare particolarmente importante nell'attività investigativa sarebbe stata la videosorveglianza della lavanderia. Gli investigatori hanno confrontato le immagini registrate durante il furto con le caratteristiche dell'uomo fermato nelle vicinanze.

Tra gli elementi ritenuti significativi ci sarebbero alcuni tatuaggi sulle mani, visibili nelle immagini delle telecamere e compatibili con quelli dell'uomo controllato dai militari.

Durante la perquisizione sarebbe stato inoltre trovato un marsupio contenente un taglierino e circa 110 euro tra banconote e monete. Il piccone che sarebbe stato utilizzato durante il furto, invece, non è stato ritrovato nonostante le ricerche.

OLTRE 50 EPISODI AL CENTRO DELLE INDAGINI

La vicenda non sarebbe collegata esclusivamente all'ultimo episodio. Nei mesi precedenti, infatti, nella zona compresa tra Altavilla Vicentina, Creazzo e Sovizzo erano state segnalate numerose incursioni caratterizzate da modalità simili.

Secondo quanto riportato dalla cronaca locale, sarebbero oltre 50 gli episodi attribuiti allo stesso particolare schema d'azione. Il presunto autore avrebbe spesso utilizzato una bicicletta per spostarsi e attrezzi da lavoro per danneggiare porte e casse automatiche.

Proprio la ripetitività del comportamento avrebbe portato commercianti e cronisti locali a utilizzare il soprannome “Picoman”, diventato ormai associato alla serie di furti registrati nel Vicentino.

UN MODUS OPERANDI SEMPRE SIMILE

Le ricostruzioni investigative descrivono un'azione generalmente rapida: l'ingresso nell'attività, il danneggiamento della porta o della cassa automatica e la successiva fuga con il denaro eventualmente recuperato.

In alcuni casi, secondo le testimonianze riportate dalla stampa locale, i danni provocati alle strutture sarebbero risultati molto più consistenti rispetto al valore del denaro sottratto. Una situazione che avrebbe alimentato la preoccupazione tra commercianti e ristoratori della zona.

IL PUNTO: le telecamere e alcuni particolari fisici, tra cui i tatuaggi sulle mani, avrebbero fornito agli investigatori elementi decisivi per collegare il quarantenne al furto nella lavanderia.

DENUNCIATO, NON ARRESTATO

Al termine degli accertamenti, l'uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vicenza. Le contestazioni riguardano il furto aggravato e il porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.

È importante ricordare che si tratta di un'indagine e di accuse ancora da accertare nelle sedi competenti. La responsabilità penale dell'indagato dovrà essere stabilita secondo le procedure previste dalla legge e nel rispetto della presunzione di innocenza.

Resta intanto l'immagine di una serie di furti che per mesi ha creato allarme tra gli esercenti del Vicentino e che ora potrebbe aver trovato una prima importante svolta investigativa.

Fonte: rielaborazione editoriale sulla base delle informazioni pubblicate dalle cronache locali e della nota relativa all'intervento dei Carabinieri.

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