🔴SALVATORE CALIGNANO La tragedia sul lavoro e il presunto depistaggio

Pubblicato il 9 ottobre 2026 alle ore 17:29

Salvatore Calignano, operaio morto a Caivano: arrestato il datore di lavoro. L'ombra del depistaggio

Il lavoratore di 61 anni è precipitato dal tetto di un capannone ed è morto in ospedale il giorno successivo. Secondo le testimonianze raccolte nell'inchiesta, qualcuno avrebbe cercato di convincerlo a raccontare una dinamica diversa dell'incidente. L'imprenditore è ai domiciliari.

Una tragedia sul lavoro, una morte che ha lasciato interrogativi e un'indagine che sta facendo emergere particolari inquietanti. È il caso di Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni, morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Caivano, in provincia di Napoli.

La vicenda è avvenuta il 2 ottobre 2026. L'uomo stava eseguendo lavori di coibentazione sulla copertura dell'edificio quando è caduto da un'altezza significativa. Trasportato all'ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, è morto il giorno successivo, il 3 ottobre.

A distanza di alcuni giorni, l'inchiesta ha registrato una svolta importante: il datore di lavoro, un imprenditore di 37 anni, è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le contestazioni riguardano, tra l'altro, l'omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e l'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche.

Il presunto tentativo di depistaggio: «Di' che ti hanno investito»

Tra gli elementi più delicati emersi dalle testimonianze c'è il presunto tentativo di suggerire alla vittima una versione alternativa di quanto accaduto.

Secondo quanto riferito da una testimone, mentre Calignano si trovava a terra dopo la caduta, qualcuno gli avrebbe suggerito di sostenere di essere stato investito da un'automobile, facendo riferimento al possibile risarcimento assicurativo.

Anche il datore di lavoro avrebbe pronunciato frasi analoghe, secondo la ricostruzione investigativa. Gli inquirenti stanno valutando questi elementi per chiarire che cosa sia successo nei momenti immediatamente successivi all'incidente e se vi sia stato un tentativo di condizionare il racconto dei fatti.

Si tratta di circostanze di particolare gravità, che dovranno essere valutate nell'ambito del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza delle persone coinvolte.

Lavori sul tetto senza adeguate protezioni

Un altro punto centrale dell'inchiesta riguarda le condizioni in cui venivano eseguiti i lavori. Secondo gli accertamenti riportati dagli investigatori, Calignano stava operando sul tetto insieme ad altri due lavoratori, in un contesto nel quale sarebbero mancate adeguate protezioni e cautele per prevenire le cadute dall'alto.

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza avrebbero contribuito a ricostruire la dinamica dell'incidente e a documentare le condizioni di sicurezza presenti nell'area di lavoro.

La sicurezza nei cantieri e negli interventi in quota rappresenta uno degli aspetti più importanti nella prevenzione degli infortuni mortali. Parapetti, sistemi anticaduta, dispositivi di protezione e procedure adeguate sono fondamentali per ridurre i rischi per chi lavora in altezza.

Il contratto registrato dopo l'incidente

Tra gli elementi al centro degli accertamenti figura anche la posizione lavorativa della vittima. Secondo la ricostruzione investigativa, il contratto di assunzione di Calignano sarebbe stato registrato soltanto dopo l'incidente, indicando una decorrenza dal giorno precedente.

Questo particolare è importante per comprendere se il rapporto di lavoro fosse stato regolarmente formalizzato prima dell'infortunio. Gli investigatori stanno ricostruendo tempi, modalità e circostanze della registrazione, insieme agli altri elementi raccolti durante le indagini.

La regolarità del rapporto di lavoro e il rispetto delle norme sulla sicurezza sono aspetti distinti, ma entrambi fondamentali per accertare eventuali responsabilità nella tragedia.

Le telecamere e le testimonianze per ricostruire la verità

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e condotte dai Carabinieri, si sono avvalse delle immagini di videosorveglianza e delle dichiarazioni delle persone presenti nella zona.

Gli accertamenti hanno inoltre riguardato le chiamate al 118 e i dati relativi all'intervento dell'ambulanza. Secondo quanto emerso, il luogo in cui Calignano è stato soccorso coincide con quello della caduta. Le verifiche non avrebbero trovato riscontri all'ipotesi iniziale che il ferito fosse stato spostato dopo l'incidente.

A chiamare i soccorsi sarebbero state persone estranee ai fatti, che avrebbero prestato una prima assistenza all'operaio e atteso l'arrivo dell'ambulanza.

Un'inchiesta che riporta al centro la sicurezza sul lavoro

La morte di Salvatore Calignano riporta l'attenzione sul problema degli infortuni mortali sul lavoro e sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza effettive a ogni lavoratore, indipendentemente dalla mansione svolta o dalla natura del rapporto contrattuale.

Dietro le indagini e gli atti giudiziari resta la vicenda di un uomo di 61 anni, morto dopo una caduta mentre lavorava. Per la sua famiglia, la ricostruzione completa di quanto accaduto rappresenta un passaggio essenziale per comprendere le circostanze della tragedia.

Saranno gli ulteriori accertamenti e il percorso giudiziario a stabilire le eventuali responsabilità. Nel frattempo, il caso di Caivano richiama l'importanza dei controlli, della prevenzione e del rispetto delle regole che devono tutelare la vita di chi lavora.

I punti principali della vicenda

  • Salvatore Calignano, 61 anni, è morto il 3 ottobre dopo una caduta avvenuta il giorno precedente.
  • L'incidente è avvenuto durante lavori sul tetto di un capannone a Caivano.
  • Il datore di lavoro, 37 anni, è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
  • Le indagini riguardano anche le condizioni di sicurezza e la registrazione del contratto dopo l'incidente.
  • Le testimonianze riferiscono di un presunto tentativo di suggerire una versione alternativa della caduta.

Nota editoriale: le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Le informazioni riportate riflettono gli elementi dell'inchiesta disponibili al momento della pubblicazione.

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