Cambio dell’ora 2026: torna l’ora solare, perché l’Europa non ha ancora abolito le lancette
Domenica 25 ottobre si dormirà un’ora in più. Ma il dibattito sull’ora legale permanente resta aperto.
Quando: notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026.
Cosa fare: alle 3:00 riportare le lancette alle 2:00.
Conseguenza: più luce al mattino e buio anticipato la sera.
Il conto alla rovescia è iniziato: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 tornerà l’ora solare in Italia. Un appuntamento che si ripete ogni autunno, ma che quest’anno riaccende anche il dibattito su una possibile riforma destinata a cambiare le nostre abitudini.
Alle tre del mattino gli orologi dovranno essere riportati indietro alle due. Si guadagnerà un’ora di sonno, mentre le giornate sembreranno più corte, con il buio che arriverà prima nel tardo pomeriggio.
Quando cambia l’ora: la data da ricordare
Il passaggio all’ora solare avverrà ufficialmente domenica 25 ottobre. Smartphone, computer e gran parte degli orologi digitali collegati alla rete aggiorneranno automaticamente l’orario, se è attiva l’impostazione automatica.
Per gli orologi tradizionali sarà invece necessario intervenire manualmente. La regola è semplice: in autunno le lancette si spostano indietro di un’ora, mentre in primavera vengono portate avanti.
Il prossimo ritorno all’ora legale è previsto per domenica 28 marzo 2027.
Perché il cambio dell’ora non è stato abolito?
Nel 2018 la Commissione europea presentò una proposta per superare il cambio semestrale. Nel marzo 2019 il Parlamento europeo approvò la propria posizione, ma il percorso legislativo non si è concluso.
Il principale ostacolo è rappresentato dalla mancanza di un accordo tra gli Stati membri sulla soluzione da adottare. Alcuni preferirebbero mantenere l’ora legale durante tutto l’anno, mentre altri ritengono più opportuno conservare l’ora solare permanente.
Fino a quando non sarà raggiunta un’intesa europea e non verranno approvate le modifiche necessarie, il calendario attuale rimarrà in vigore.
Risparmio energetico: quali sono i vantaggi?
Uno degli argomenti più importanti a favore dell’ora legale riguarda il consumo di energia elettrica. Spostare in avanti le lancette durante i mesi più luminosi permette di sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore serali, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale.
Secondo i dati diffusi da Terna, tra il 2004 e il 2025 il sistema ha consentito all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di kilowattora, con un beneficio economico complessivo stimato in circa 2,3 miliardi di euro.
I vantaggi effettivi dipendono comunque dalle abitudini delle famiglie, dai consumi degli edifici e dall’evoluzione dei sistemi di illuminazione e climatizzazione.
Ora legale permanente: cosa potrebbe cambiare?
L’ipotesi di mantenere l’ora legale per tutti i dodici mesi dell’anno continua a dividere esperti e settori economici.
I sostenitori sottolineano la possibilità di avere più luce nel tardo pomeriggio durante l’inverno, con potenziali benefici per il commercio, il turismo e alcune attività del tempo libero.
Altri evidenziano invece le conseguenze delle mattine più buie nei mesi invernali, soprattutto per chi deve alzarsi presto per andare a scuola o al lavoro. Anche il rapporto tra luce naturale e ritmo biologico è al centro del confronto.
Quali Paesi non cambiano mai l’ora?
Il cambio stagionale non viene adottato ovunque. Molti Paesi situati nelle aree tropicali ed equatoriali mantengono un orario stabile durante tutto l’anno, perché la durata delle giornate varia meno rispetto alle regioni più lontane dall’Equatore.
Anche diversi Stati di altre aree geografiche hanno scelto di non applicare il cambio stagionale. Le ragioni possono essere legate alla posizione geografica, alle abitudini della popolazione e alla valutazione dei benefici energetici.
In Europa, invece, il sistema rimane coordinato dalle regole comunitarie per evitare differenze di orario che potrebbero complicare trasporti, comunicazioni e attività economiche.
Come prepararsi al ritorno dell’ora solare
Il passaggio autunnale può essere l’occasione per regolarizzare gradualmente il ritmo del sonno. Mantenere orari abbastanza costanti per andare a dormire e svegliarsi, esporsi alla luce naturale al mattino e limitare le attività troppo stimolanti prima di coricarsi sono accorgimenti utili per favorire l’adattamento.
Il cambiamento può essere percepito in modo diverso da persona a persona, ma nella maggior parte dei casi le abitudini quotidiane si riassestano progressivamente.
Il cambio dell’ora è destinato a scomparire?
Per il momento non ci sono date ufficiali per l’abolizione del cambio stagionale nell’Unione europea. Il tema resta aperto e il confronto riguarda soprattutto quale orario sarebbe più adatto a essere mantenuto stabilmente.
Intanto, il calendario non cambia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 l’Italia tornerà all’ora solare. Un gesto semplice, quello di spostare le lancette, che continua a riaprire una questione più ampia sul modo in cui organizziamo il tempo, il lavoro e la vita quotidiana.
Fonti: redazione interna. Dati e quadro normativo verificati sulla base delle informazioni pubbliche disponibili.
Articolo aggiornato al 22 ottobre 2026.
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