Truffa dei Gratta e Vinci, maxi sequestro da 25 milioni: sigilli a 25 immobili
Un presunto sistema per individuare in anticipo i biglietti vincenti dei Gratta e Vinci avrebbe consentito di incassare premi milionari. Cinque ex dipendenti di una società concessionaria sono finiti al centro di un procedimento davanti alla Corte dei conti del Lazio. La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro conservativo di beni per oltre 25 milioni di euro, comprendente immobili, veicoli e disponibilità finanziarie.
L'operazione interessa anche la provincia di Grosseto, oltre ai territori di Roma, Viterbo, Treviso, Taranto e Reggio Calabria. Il provvedimento mira a tutelare le somme che potrebbero essere recuperate dallo Stato in relazione al presunto danno erariale contestato.
L'ipotesi investigativa: individuare i biglietti prima dell'acquisto
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i cinque ex dipendenti avrebbero sfruttato le credenziali di accesso ai sistemi informatici della società per individuare la destinazione di alcuni tagliandi contenenti premi particolarmente elevati.
Una volta individuate le ricevitorie alle quali sarebbero stati destinati i biglietti, parenti, amici e conoscenti dei presunti responsabili li avrebbero acquistati direttamente nei punti vendita interessati.
In questo modo, secondo l'accusa, sarebbe stato possibile conoscere in anticipo dove si trovavano i tagliandi più ricchi, eliminando di fatto la casualità che dovrebbe caratterizzare il gioco.
Quattro biglietti per 24 milioni di euro
Al centro dell'indagine figurano quattro biglietti vincenti: due con premi da 7 milioni di euro ciascuno e altri due da 5 milioni. Il valore complessivo delle vincite contestate ammonta quindi a 24 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, l'utilizzo di informazioni riservate avrebbe permesso di indirizzare gli acquisti verso i tagliandi individuati in precedenza, assicurando ai soggetti coinvolti la possibilità di concorrere all'incasso dei premi milionari.
La vicenda riguarda fatti che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, risalgono al 2020. La società concessionaria per il gioco, oggi indicata come estranea ai fatti contestati, non risulta coinvolta nelle condotte ipotizzate dagli investigatori.
Il sequestro: 25 immobili, automobili e disponibilità finanziarie
I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma hanno eseguito il provvedimento su delega della Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio.
Il sequestro conservativo riguarda 25 unità immobiliari, tra appartamenti, villini, garage e cantine, distribuite in diverse province italiane. Sono stati inoltre sottoposti a vincolo cinque veicoli, tra automobili e motocicli, insieme a disponibilità finanziarie riconducibili ai soggetti interessati.
- Oltre 25 milioni di euro: valore del sequestro conservativo.
- 25 immobili: appartamenti, villini, garage e cantine.
- 5 veicoli: automobili e motocicli.
- 4 biglietti: premi da 7 e 5 milioni di euro.
- 6 province interessate: Roma, Viterbo, Treviso, Taranto, Grosseto e Reggio Calabria.
Perché è intervenuta la Corte dei conti
Il procedimento riguarda il presunto danno arrecato alle casse pubbliche e all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Secondo l'ipotesi accusatoria, il sistema avrebbe permesso di incassare premi milionari grazie a informazioni ottenute illecitamente, sottraendo allo Stato la possibilità che alcune vincite non riscosse rimanessero nelle casse pubbliche.
La magistratura contabile ha avviato l'azione per valutare le responsabilità patrimoniali contestate ai cinque ex dipendenti. Il sequestro conservativo serve a preservare i beni in vista dell'eventuale recupero delle somme richieste.
Ora la decisione spetta al giudice
Il sequestro non equivale a una condanna definitiva. Sarà il giudice designato della Corte dei conti a valutare se confermare, modificare o revocare la misura cautelare. Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
L'inchiesta richiama l'attenzione sulla sicurezza dei sistemi informatici utilizzati per la gestione delle lotterie e sull'importanza di proteggere le informazioni riservate che possono influenzare la distribuzione dei biglietti vincenti.
Cinque ex dipendenti sono accusati di aver individuato in anticipo quattro Gratta e Vinci vincenti, per un totale di 24 milioni di euro, sfruttando l'accesso ai sistemi informatici. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per oltre 25 milioni, compresi 25 immobili in sei province italiane. Il procedimento è ancora in corso.
Articolo del 24 ottobre 2026.
Fonti: redazione interna.
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