🔴Ostia, Sabrina Gigliotti muore a 39 anni: aperta un’inchiesta dopo una presunta puntura di ragno violino

Pubblicato il 28 ottobre 2026 alle ore 16:59

CRONACA • OSTIA • INCHIESTA

Ostia, Sabrina Gigliotti muore a 39 anni: aperta un’inchiesta dopo una presunta puntura di ragno violino

La donna, madre di due bambini, è morta il 25 ottobre dopo settimane di peggioramento delle condizioni di salute. La famiglia ha presentato una denuncia e la Procura di Roma vuole chiarire le cause del decesso.

OSTIA, 28 ottobre 2026. Una vicenda dolorosa che ha scosso la comunità di Ostia e che ora attende risposte dalla magistratura. Sabrina Gigliotti, 39 anni, è morta il 25 ottobre dopo un grave peggioramento delle condizioni di salute iniziato, secondo le ricostruzioni giornalistiche, dopo una lesione alla coscia destra attribuita inizialmente a una puntura d’insetto.

I familiari hanno presentato una denuncia chiedendo di fare piena luce su quanto accaduto nelle settimane precedenti alla morte. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e disposto l’autopsia, fondamentale per chiarire le cause del decesso.

Che cosa sappiamo: l'inchiesta è in corso. L'ipotesi di una puntura di ragno violino e il possibile rapporto con le complicazioni che hanno portato alla morte devono essere verificati dagli accertamenti medico-legali. Non risultavano indagati al momento delle prime notizie.

Dalla prima lesione al progressivo peggioramento

Secondo quanto riferito dai familiari e riportato dalla stampa, Sabrina avrebbe notato a metà settembre una lesione dolorosa e pruriginosa sulla coscia destra. Si sarebbe quindi rivolta al pronto soccorso dell'ospedale Grassi di Ostia, dove la situazione sarebbe stata inizialmente ricondotta a una puntura d'insetto e sarebbe stata prescritta una terapia antibiotica.

Nei giorni successivi la donna avrebbe continuato a sottoporsi a medicazioni presso l'ospedale Celio. Tuttavia, secondo il racconto della famiglia contenuto nella denuncia, le sue condizioni non sarebbero migliorate e sarebbero comparsi nuovi sintomi, tra cui dolori alla schiena, alle gambe e all'addome.

Il quadro clinico, stando alle ricostruzioni pubblicate, sarebbe diventato progressivamente più grave, fino a compromettere la capacità di camminare e, successivamente, di parlare con facilità.

La corsa in ospedale e il trasferimento d'urgenza

Il 21 ottobre, con le condizioni ormai molto compromesse, la donna sarebbe stata accompagnata nuovamente in ospedale. I medici avrebbero riscontrato un quadro clinico estremamente grave, con un'infezione generalizzata e la necessità di un'assistenza intensiva.

Secondo le notizie diffuse, Sabrina sarebbe stata trasferita allo Spallanzani per le cure specialistiche e successivamente all'ospedale San Camillo. Nonostante gli interventi sanitari, la donna è morta il 25 ottobre.

La famiglia ha chiesto di verificare tutti i passaggi dell'assistenza sanitaria, dalla prima valutazione della lesione fino ai ricoveri degli ultimi giorni. Le circostanze descritte nella denuncia costituiscono contestazioni da verificare e non dimostrano, da sole, eventuali responsabilità del personale sanitario.

Il ragno violino: un'ipotesi ancora da verificare

Tra le ipotesi emerse nelle ricostruzioni giornalistiche c'è quella di una possibile puntura di ragno violino. Questo aracnide è presente anche in Italia e, in determinate circostanze, il suo morso può provocare lesioni cutanee.

È però fondamentale non confondere una possibilità con una certezza. Al momento delle prime notizie, non risultava dimostrato che la lesione iniziale fosse stata provocata proprio da un ragno violino, né che esistesse un rapporto causale accertato tra quella lesione e il decesso.

L'autopsia e gli esami medico-legali dovranno contribuire a chiarire l'origine delle complicazioni, l'eventuale ruolo di un'infezione e gli altri fattori clinici che possono aver determinato l'esito tragico.

La denuncia della famiglia e la richiesta di verità

I familiari di Sabrina hanno chiesto alla magistratura di ricostruire ogni fase della vicenda, segnalando presunte incongruenze nelle valutazioni sanitarie ricevute dalla donna.

L'avvocato Pablo De Luca, che assiste la famiglia, ha dichiarato all'agenzia Adnkronos che l'obiettivo è ottenere chiarezza su tutti gli aspetti della storia e arrivare alla verità attraverso gli accertamenti giudiziari.

L'inchiesta dovrà verificare le cartelle cliniche, la successione degli interventi sanitari e gli esiti degli esami medico-legali. Solo sulla base di elementi documentati sarà possibile stabilire se siano emerse eventuali responsabilità.

Che cosa succede adesso

Il prossimo passaggio decisivo è rappresentato dagli accertamenti autoptici, che dovranno fornire indicazioni sulle cause della morte. La magistratura potrà quindi confrontare i risultati con la documentazione sanitaria e con gli elementi raccolti attraverso la denuncia.

Al centro dell'indagine ci sono due questioni distinte: che cosa abbia provocato il grave deterioramento delle condizioni di salute di Sabrina e se l'assistenza ricevuta sia stata adeguata alle circostanze cliniche che si sono presentate.

La vicenda richiede rigore e prudenza. La famiglia attende risposte, mentre l'autorità giudiziaria dovrà ricostruire i fatti senza anticipare conclusioni prima che siano disponibili gli esiti degli accertamenti.

Un caso che attende risposte

La morte di Sabrina Gigliotti lascia una famiglia nel dolore e molti interrogativi ancora aperti. L'autopsia e le indagini dovranno fare chiarezza sulle cause del decesso e sulle eventuali responsabilità. Fino alla conclusione degli accertamenti, ogni ipotesi resta da verificare.

Categoria: Cronaca e attualità

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Articolo rielaborato sulla base delle notizie giornalistiche del 28 ottobre 2026. Le cause del decesso e le eventuali responsabilità sono oggetto di accertamento.

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