Voleva essere una Festa e' Diventata una tragedia .
Suo figlio è uno dei due sedicenni ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana: il padre ha parlato con la stampa fuori dal blocco ospedaliero.
Non è tra le vittime ma è ricoverato in ospedale Manfredi Marcucci, 16 anni, attualmente all'ospedale Niguarda di Milano: «Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi», ha detto il papà Umberto. Suo figlio è uno dei due sedicenni ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana: il padre ha parlato con la stampa fuori dal blocco ospedaliero.
Il padre del giovane era anche lui a Crans e dopo lo scoppio dell'incendio si è precipitato a cercare il figlio e lo ha portato in ospedale a Sion. «Mi ha detto che a un certo punto qualcuno ha urlato fuoco nella zona del bar, come avete visto in tutti quanti i video - ha spiegato -.
Da lì il fuoco si è diramato in una maniera impressionante e velocissima».
«Ha ustioni sul 30, 40% del corpo. Ringraziando il cielo ha ustioni sulle braccia e sulla schiena e sui capelli - ha aggiunto -. È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale. Ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale»
«Non si trovano tre suoi amici»
Marcucci ha spiegato che i famigliari di Riccardo Minghetti, giovane romano coinvolto nella strage di cui non si avrebbero ancora notizie, sono nella località sciistica svizzera «e stanno aspettando, sperano ancora che Riccardo sia tra i feriti non riconoscibili e vi assicuro che c'erano tanti feriti che non erano riconoscibili».
Al momento, come ha riferito, ci sono tre amici di suo figlio che non si trovano, «che erano con lui quella sera».
«Io quella notte ho visto tantissime persone per terra, dai bar hanno portato cuscini, coperte, lenzuola, cercavano di proteggere le persone come potevano perché chiaramente faceva molto freddo - ha spiegato -, e c'erano circa meno 10 gradi, c'erano una cinquantina di persone per terra con le ambulanze che cercavano di raccogliere più persone possibile.
Dentro al bar ce n'erano altrettante, faceva più caldo e anche lì era la stessa situazione, con i paramedici che cercavano di tamponare le situazioni più gravi».
«Quando sono andato a prendere mio figlio, dopo lo scoppio dell'incendio, mi ha detto, 'papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le mani' - ha raccontato ancora -, aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam, per intenderci.
E tutti quanti avevano le mani così, le ragazze stavano purtroppo peggio perché avevano la gonna con le calze mentre i ragazzi avevano i jeans e quindi proteggevano le gambe».
Manfredi Marcucci adesso si trova «in coma farmacologico - ha concluso -, lo stanno già operando».
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