Scontro totale tra il "Dottore" e il padre Graziano Rossi. Al centro della vicenda un'accusa di circonvenzione d'incapace contro la compagna del 71enne e una guerra di perizie sulla capacità di intendere e volere.
Valentino Rossi e il padre finiscono in Tribunale. Quella che per decenni è stata l'immagine del binomio perfetto tra padre e figlio nel mondo del motociclismo si è trasformata in una durissima battaglia giudiziaria. Da una parte il 46enne, leggenda globale dello sport.
Dall'altra il padre Graziano Rossi 71 anni, oggi al centro di un'intricata vicenda che oscilla tra cause civili e inchieste penali della Procura di Pesaro. Il conflitto non è solo familiare, ma ruota attorno a ingenti somme di denaro e alla presunta fragilità del genitore.
L'amministrazione di sostegno
La vicenda è ricostruita sulle pagine del Quotidiano Nazionale. Tutto comincia nel 2024, quando Valentino Rossi chiede e ottene dal Tribunale di Pesaro la nomina di amministratore di sostegno per il padre sulla base si una perizia medica di parte che descriveva Graziano come un soggetto fragile e in difficoltà nel provvedere autonomamente alle proprie necessità.
La risposta dell'ex pilota non si è fatta attendere.
Nel marzo 2025, Graziano Rossi ha agito per via civile ottenendo la revoca del controllo legale. Il giudice Davide Storti ha sancito la piena capacità di intendere e di volere dell'uomo, basandosi sulla relazione del perito d'ufficio Massimo Badioli. Nonostante il decreto non sia stato appellato, la contesa è salita di grado entrando nel raggio d'azione della Procura.
L'accusa di circonvenzione di incapace
Valentino Rossi ha deciso di alzare la posta denunciando per circonvenzione di incapace l'attuale compagna del padre, una donna di 54 anni impiegata in un ufficio pubblico e difesa dall'avvocato Francesco Coli.
Il campione accusa la donna di aver prelevato dal conto del genitore una somma complessiva di circa 210mila euro nell'arco di dodici anni di relazione.
Nello specifico, la denuncia riguarda 176mila euro trasferiti tramite bonifici, di cui 100mila con la causale di prestito, e ulteriori 34mila euro prelevati in contanti. Valentino si sarebbe accorto di queste movimentazioni finanziarie proprio durante l'anno in cui ha ricoperto il ruolo di amministratore di sostegno, analizzando i conti correnti del padre.
Lo scontro sulle perizie
La Procura di Pesaro, coordinata dalla pm Irene Lilliu, ha avviato una serie di accertamenti tecnici per stabilire se Graziano Rossi fosse realmente in una condizione di vulnerabilità tale da poter essere raggirato. Dopo una prima valutazione affidata allo psichiatra Stracciari e al dottor Sarmorì, è stato nominato il professor Ariatti per un incidente probatorio.
L'ultima parola spetta però al professor Luca Cimino di Bologna, perito incaricato dal gip, il quale ha recentemente confermato che Graziano Rossi non necessita di alcuna amministrazione di sostegno. Secondo il luminare, l'uomo è perfettamente lucido e consapevole delle proprie decisioni finanziarie, nonostante gli inevitabili acciacchi dovuti all'età.
Aggiungi commento
Commenti