Colpo notturno in una villa sulle colline: dopo uno sparo intimidatorio i tre fuggono. Uno cade in una vigna e muore dissanguato. Indagini in corso, nessuna accusa ai proprietari.
Un furto finito in tragedia, nel giro di pochi minuti. Un uomo di 46 anni è morto dissanguato mentre tentava di scappare dopo un colpo in una villa sulle colline di Arezzo. Il suo corpo è stato trovato nella notte tra i filari di una vigna a Gorello, frazione collinare poco distante dall’abitazione presa di mira.
Si chiamava Cristea Arben, cittadino albanese residente nel Lazio, con precedenti.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la morte sarebbe stata causata da un choc emorragico dovuto alla recisione dell’arteria femorale, provocata dall’impatto contro una recinzione metallica anti-cinghiali mentre stava scavalcando per fuggire.
Il furto, l'allarme, gli spari
Il fatto è avvenuto venerdì sera. I tre ladri avevano preso di mira alcune abitazioni nella zona sopra la statale 71 della Valdichiana, già segnalata da tempo per furti e tentativi di effrazione. Un primo episodio era stato condiviso nel pomeriggio sulla chat del vicinato. Alle 20.39 è scattato l’allarme in una villa momentaneamente vuota.
A intervenire è stato un cognato dei proprietari, residente nello stesso complesso. Dopo aver sentito l’allarme, ha preso una pistola regolarmente denunciata ed ha esploso due colpi in aria, con l’unico scopo di intimidire.
A quel punto i ladri sono fuggiti, lasciando sul posto parte della refurtiva.
Durante la fuga, il 46enne si sarebbe ferito gravemente scavalcando la recinzione in ferro. La perdita di sangue è stata rapidissima: l’uomo si è accasciato poco dopo nella vigna, mentre i complici riuscivano a far perdere le proprie tracce. Il corpo è stato trovato dai carabinieri, già impegnati su un altro intervento per furto nelle vicinanze.
La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo, dove verrà eseguita l’autopsia.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Angela Masiello; nella notte ha effettuato un sopralluogo anche il procuratore capo Gianfederica Dito. Al momento l’episodio viene qualificato come accidentale e non emergono responsabilità a carico dei residenti.
Le modalità della ferita e i bossoli repertati confermerebbero la versione fornita dai proprietari.
Le indagini proseguono anche nel Lazio, dove la vittima risiedeva, per ricostruire la batteria di ladri attiva nell’area aretina. L’auto utilizzata per la fuga, una berlina rubata, è stata ritrovata lungo la statale 71, a breve distanza dal luogo dei fatti: gli accertamenti sul veicolo potrebbero fornire elementi utili per identificare i complici.
Nel frattempo, nella chat di vicinato — nata proprio per fronteggiare l’escalation di furti — sono comparsi commenti che riflettono un clima di esasperazione diffusa. Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che sui social ha scritto: «La difesa è sempre legittima».
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