Una sessantina di detenuti sono riuniti nel campo di calcio del carcere della Dogaia ma non sono lì per giocare a pallone.
Aspettano una “consegna” dall’esterno del muro di cinta, e infatti di lì a poco iniziano a piovere pacchetti contenenti sostanze stupefacenti.
La polizia penitenziaria se ne accorge e cerca di recuperarli, ma i detenuti fanno fronte comune, aggrediscono gli agenti di custodia e fanno sparire la droga.
E’ l’ultima istantanea che arriva da un carcere ormai fuori controllo, dove fino a due anni fa c’è stato un preoccupante aumento dei suicidi e ora entrano regolarmente droga e telefoni cellulari, nonostante i periodici blitz delle forze dell’ordine.
A lanciare i pacchetti con la droga sono stati un tunisino di 20 anni e un italiano di 19 anni, poi individuati e fermati all’esterno del carcere. A casa del ventenne tunisino sono stati trovati quasi 300 grammi di hashish e il giovane è stato messo agli arresti domiciliari.
L’aggressione del 28 febbraio, fa notare la Procura, dimostra che i detenuti siano nelle condizioni di controllare la vita all’interno del carcere, approfittando delle carenze di organico della polizia penitenziaria.
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