🔴 Figlia segregata perché rifiuta nozze forzate: padre arrestato in Svezia su mandato europeo
Un cittadino iracheno di 52 anni è stato arrestato nel sud della Svezia in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo emesso dal GIP del Tribunale di Taranto. L’uomo è accusato di maltrattamenti, lesioni personali aggravate e tentata costrizione al matrimonio ai danni della figlia. L’operazione è stata resa possibile grazie alla cooperazione internazionale tra le forze di polizia italiane e svedesi.
Arresto grazie alla cooperazione internazionale
La cattura è avvenuta grazie al coordinamento tra la Squadra Mobile di Taranto, il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – ENFAST Italia e il Servizio Centrale Operativo. Le autorità svedesi hanno individuato e arrestato l’uomo nel territorio del sud del Paese, dando esecuzione al provvedimento emesso dalla magistratura italiana.
Le indagini partite dalla denuncia della giovane
L’inchiesta ha preso avvio nel novembre 2023 dopo la denuncia presentata dalla figlia. La ragazza ha riferito agli investigatori di aver subito pressioni e minacce da parte del padre, che pretendeva la sua adesione a un matrimonio combinato. Il caso è stato trattato con procedura “Codice Rosso”, prevista per la tutela delle vittime di violenza domestica.
Segregazione e violenze
Secondo quanto ricostruito, la giovane sarebbe stata sottoposta a un clima familiare oppressivo, con comportamenti considerati “occidentali” ritenuti inaccettabili. Dopo il rifiuto del matrimonio imposto, il padre l’avrebbe segregata in un appartamento a Taranto, aggredendola fisicamente e causandole lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.
Protezione della vittima
La ragazza, dopo un periodo di forte paura e isolamento, ha trovato il coraggio di collaborare con le forze dell’ordine. Grazie al supporto degli operatori specializzati della Squadra Mobile, è stata inserita in una struttura protetta dove si trova tuttora.
Individuato e arrestato all’estero
Le indagini hanno accertato che l’uomo si era trasferito in Svezia, dove aveva avviato una nuova vita lavorativa. La cooperazione tra le autorità dei due Paesi ha però consentito di rintracciarlo e procedere all’arresto, dando esecuzione al mandato europeo emesso dalla Procura di Taranto.
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