Una decisione destinata a fare giurisprudenza e ad aprire un importante dibattito sul tema della genitorialità condivisa. La Corte d’Appello di Bari ha riconosciuto, per la prima volta in Italia, un bambino con due padri e una madre.
Il piccolo, che vive in Puglia con i due papà, è stato riconosciuto anche dalla madre biologica, una donna amica della coppia che ha sempre mantenuto un rapporto con il bambino.
La sentenza è arrivata dopo il ricorso presentato dai genitori contro il rifiuto dell’amministrazione comunale di trascrivere l’adozione già avvenuta in Germania, dove uno dei due padri possiede la doppia cittadinanza italotedesca.
Secondo quanto emerso nel procedimento, il bambino non sarebbe nato tramite maternità surrogata, pratica vietata sia in Italia sia in Germania. Il concepimento sarebbe avvenuto naturalmente e la madre biologica avrebbe dato pieno consenso all’adozione da parte del secondo padre.
I giudici hanno ritenuto compatibile con il diritto italiano il riconoscimento dell’adozione tedesca, richiamando l’istituto dell’adozione in casi particolari, che permette di aggiungere nuovi legami genitoriali senza cancellare quelli biologici già esistenti.
Determinante anche la documentazione fornita dai Servizi sociali tedeschi, che ha confermato il rapporto stabile e affettivo tra il bambino, i due padri e la madre biologica, descrivendo una situazione familiare condivisa e priva di sfruttamento.
L’avvocata Pasqua Manfredi, legale della coppia e rappresentante di Rete Lenford, ha definito la decisione “un precedente importante” per il riconoscimento di nuove forme di genitorialità condivisa e plurale.
Secondo la legale, la sentenza dimostrerebbe che, una volta esclusa qualsiasi pratica vietata come la gravidanza per altri, non esiste un divieto assoluto alla condivisione della responsabilità genitoriale tra più persone.
La decisione della Corte d’Appello di Bari potrebbe ora diventare un punto di riferimento nei futuri casi riguardanti famiglie allargate e modelli di co-genitorialità.
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