🛑Crotone, vendevano trattori e piscine inesistenti: smantellata rete di truffe, sequestrate auto e opere d'arte.

🔴 Dieci misure cautelari a Crotone: smantellata rete di truffe online e riciclaggio su scala nazionale
Operazione dei Carabinieri contro una presunta organizzazione specializzata in truffe seriali sul web
Maxi operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone contro una presunta organizzazione criminale accusata di associazione per delinquere finalizzata alla truffa online, riciclaggio, autoriciclaggio e sostituzione di persona. Le indagini hanno portato all’esecuzione di dieci misure cautelari personali emesse dal G.I.P. del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe messo in piedi un sistema altamente strutturato capace di colpire vittime in tutta Italia attraverso falsi annunci pubblicati sul web.

L’operazione ha portato all’esecuzione di cinque custodie cautelari in carcere e cinque obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di conti correnti, somme di denaro, rapporti finanziari e numerosi beni considerati riconducibili ai proventi illeciti. Tra i beni sequestrati figurano anche immobili, quote societarie e diversi beni di lusso. Gli investigatori hanno posto sotto sequestro orologi Rolex di pregio, opere d’arte e numerose autovetture tra cui una Tesla Model Y, una Range Rover Evoque, due Fiat 500X, un’Alfa Romeo Stelvio e una Fiat Tipo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione avrebbe pubblicato online annunci falsi relativi alla vendita di trattori agricoli, mini escavatori, pellet, piscine, ciclomotori, minicar elettriche e altri prodotti molto richiesti. Le vittime, convinte della reale disponibilità dei beni, effettuavano bonifici anticipati su conti intestati a soggetti terzi ma riconducibili al gruppo. Dopo il pagamento, però, la merce non veniva mai consegnata. Il meccanismo prevedeva spesso il versamento del 50% dell’importo pattuito, con saldo alla consegna. In diversi casi, però, le vittime sarebbero state spinte a pagare l’intera cifra con la promessa di ricevere più rapidamente il prodotto acquistato.

Particolarmente sofisticato il sistema utilizzato per rendere credibili le truffe. Gli indagati avrebbero clonato identità aziendali realmente esistenti, utilizzando dati e denominazioni di società ignare dei fatti. In altri casi sarebbero state sfruttate società estere come copertura per le operazioni fraudolente e il successivo riciclaggio del denaro. Gli investigatori parlano anche di utilizzo sistematico di prestanome e “money mule”, soggetti incaricati di ricevere e movimentare rapidamente i soldi per ostacolare la tracciabilità delle somme.

L’organizzazione, secondo l’accusa, sarebbe stata suddivisa in ruoli ben precisi. Alcuni membri si occupavano della creazione dei falsi annunci e dei siti internet, altri gestivano i contatti con le vittime, mentre altri ancora curavano il trasferimento dei fondi e il loro occultamento attraverso conti gioco, trading online, criptovalute e acquisti di beni di lusso. Le indagini hanno inoltre evidenziato presunti collegamenti con programmatori informatici all’estero e broker operanti nel settore delle criptovalute.

Le truffe contestate sarebbero almeno 125 e avrebbero coinvolto persone residenti in numerose regioni italiane. Tra le vittime figurano anziani, soggetti fragili, persone con disabilità e anche associazioni onlus. In alcuni episodi gli indagati si sarebbero perfino spacciati per appartenenti alle Forze dell’Ordine oppure avrebbero sfruttato agevolazioni fiscali previste dalla legge 104 per convincere le vittime ad acquistare minicar elettriche con IVA ridotta.

Fondamentale per l’inchiesta è stata l’attività investigativa svolta attraverso strumenti tradizionali e digitali. I Carabinieri hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali, controlli GPS, acquisizione di chat WhatsApp, monitoraggi bancari e analisi dei filmati degli ATM utilizzati per i prelievi di denaro. Gli elementi raccolti sono stati incrociati con le denunce presentate da cittadini truffati in diverse località italiane, consentendo agli investigatori di ricostruire l’intera rete criminale e il flusso dei proventi illeciti.

L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi contro le truffe online seriali e il riciclaggio digitale, fenomeni sempre più diffusi e capaci di colpire utenti in tutta Italia attraverso sofisticati sistemi informatici e false identità commerciali.

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