Semafori, arriva la quarta luce bianca: ecco cosa significa e come cambierà il traffico
Rosso, giallo e verde potrebbero non essere più gli unici colori dei semafori. La quarta luce è pensata per coordinare le auto autonome e connesse.
Il semaforo del futuro potrebbe avere una quarta luce, di colore bianco. Non si tratta però di una nuova regola già entrata in vigore sulle strade italiane, ma di una tecnologia allo studio per gestire gli incroci in un'epoca nella quale le automobili a guida autonoma saranno sempre più presenti.
L'idea, sviluppata da ricercatori della North Carolina State University, prende il nome di “white phase” e punta a sfruttare la comunicazione tra veicoli connessi e infrastrutture stradali.
Che cosa significa la luce bianca?
La quarta luce non sostituirebbe rosso, giallo e verde. Entrerebbe in funzione quando nell'incrocio fosse presente un numero sufficiente di veicoli autonomi e connessi, capaci di comunicare tra loro e con il sistema che gestisce il traffico.
Attraverso le tecnologie V2X (Vehicle-to-Everything), le automobili potrebbero scambiarsi informazioni in tempo reale, coordinando traiettorie, precedenze e tempi di attraversamento. L'obiettivo è rendere più fluido il passaggio agli incroci e ridurre le attese.
COME FUNZIONEREBBE LA “WHITE PHASE”
🚗 Arrivano veicoli autonomi connessi
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📡 Comunicano con infrastruttura e altri veicoli
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⚪ Si attiva la fase bianca
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🤖 I veicoli coordinano il passaggio
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🚦 Traffico più fluido all'incrocio
E chi guida un'auto tradizionale?
Una delle questioni più interessanti riguarda proprio gli automobilisti che continueranno a guidare normalmente. Secondo il modello studiato dai ricercatori, durante la fase bianca il conducente umano dovrebbe seguire il comportamento del veicolo che lo precede, mentre il coordinamento principale dell'incrocio sarebbe affidato ai veicoli connessi.
Si tratta però di un sistema ancora oggetto di studio e non di una regola attualmente applicabile alla normale circolazione stradale italiana.
Perché è stata pensata questa quarta luce?
Il problema che la ricerca cerca di affrontare è quello della convivenza tra automobili tradizionali e veicoli autonomi. Nei prossimi anni, infatti, le strade potrebbero ospitare contemporaneamente mezzi guidati da persone e automobili capaci di prendere decisioni attraverso sistemi informatici.
La luce bianca diventerebbe quindi una sorta di segnale che comunica che, in quel momento, il funzionamento dell'incrocio è supportato dal sistema digitale e dalla comunicazione tra i veicoli.
E in Italia? Attenzione alla notizia di Roma
Negli ultimi mesi si è parlato anche della possibile introduzione della quarta luce a Roma. È però importante distinguere tra l'ipotesi tecnologica e una vera sperimentazione: le informazioni circolate sulla Capitale sono state successivamente smentite dall'assessorato alla Mobilità, che ha chiarito che non era in corso alcuna sperimentazione della luce bianca.
Anche il Codice della Strada italiano, allo stato attuale, prevede per i normali semafori veicolari i tre colori tradizionali: rosso, giallo e verde.
Una tecnologia ancora da testare
La quarta luce rappresenta dunque una possibile evoluzione della mobilità intelligente, ma non è ancora una realtà quotidiana sulle strade italiane. Prima di un'eventuale applicazione su larga scala saranno necessari test, verifiche sulla sicurezza e sistemi capaci di gestire la presenza contemporanea di auto autonome, veicoli tradizionali, moto e altri utenti della strada.
Il semaforo potrebbe quindi cambiare aspetto nei prossimi anni, ma il passaggio dal progetto alla realtà richiederà ancora diversi passaggi tecnologici e normativi.
⚪ LA QUARTA LUCE DEL SEMAFORO
Non è una nuova regola già in vigore.
È una tecnologia studiata per le auto autonome e connesse.
Il futuro della mobilità potrebbe passare anche da qui.
Nota: la quarta luce bianca è attualmente una soluzione oggetto di ricerca e progettazione. In Italia non rappresenta, allo stato attuale, un nuovo segnale semaforico previsto per la normale circolazione.
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