Gli viene riconosciuto che stava «adempiendo» a un dovere ma avrebbe tenuto una distanza troppa ravvicinata in relazione alla velocità.
Omicidio stradale ma per «eccesso colposo nell'adempimento del dovere». Cambia così l'imputazione, che prima era solo di omicidio stradale, per il carabiniere alla guida dell'ultima macchina che inseguì, il 24 novembre 2024, lo scooter guidato da Fares Bouzidi e con in sella Ramy che morì nello schianto al termine dell'inseguimento di 8 km.
È quanto emerge da una nuova chiusura indagini sul caso, notificata oggi, 16 febbraio, dai pm Marco Cirigliano e Giancarla Serafini con l'aggiunto Paolo Ielo.
Cosa cambia
In sostanza, al carabiniere viene riconosciuto che stava «adempiendo» a un dovere, dato che Bouzidi è stato anche già condannato per resistenza per quella fuga.
Avrebbe, però, tenuto una distanza troppa ravvicinata in relazione alla velocità.
Da qui la condotta colposa. Per lui anche le lesioni nei confronti di Fares sono per «eccesso colposo nell'adempimento del dovere».
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