Piero Fusaro, ex presidente della “rossa” dopo Enzo Ferrari, è morto a 88 anni. Guidò il Cavallino dal 1989 al 1991, sfiorando il titolo mondiale.
La storia racconta che fu lui a dire “no” ad Ayrton Senna per evitare il dualismo con Prost, anche se il diretto interessato ha sempre smentito. Una guida, la sua, che consentì a Ferrari di rimanere economicamente solida.
Chi era Piero Fusaro
Si è spento a 88 anni Piero Fusaro, figura centrale nella storia moderna della Ferrari e primo presidente dell’era successiva a Enzo Ferrari. Torinese, avrebbe compiuto 89 anni a breve.
La sua carriera affonda le radici nella Fiat, dove entrò nel 1963 dopo la laurea in Ingegneria Elettrotecnica conseguita al Politecnico di Torino.
Il suo percorso fu tutt’altro che teorico: Fusaro visse pienamente la realtà industriale, iniziando dai reparti produttivi e affrontando anche i turni in fabbrica, fino a raggiungere ruoli di responsabilità. Nel 1970 divenne direttore dello stabilimento di Sulmona, contribuendo alla sua nascita, e successivamente guidò anche quello di Firenze.
Presidente dopo Enzo Ferrari
Il legame con Ferrari si consolidò negli anni Ottanta, quando fu nominato direttore generale della casa di Maranello. In un periodo complesso, gli venne affidato il compito di rilanciare la Scuderia in Formula 1.
Dopo la scomparsa di Enzo Ferrari nel 1988, fu Gianni Agnelli a indicarlo come successore alla presidenza. Fusaro stesso ricordò come quella scelta fosse in linea con il desiderio espresso più volte da Enzo Ferrari. Assunse così la guida del Cavallino dal 1989 al 1991.
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