Caso Astori, falso certificato: “Galanti lo fece fabbricare. La distruzione fu maldestra”

I Particolari nel Servizio 

I legali della difesa fanno ricorso: "Non c’è stato dolo"

Nonostante si trovasse già sotto l’attenzione dell’autorità giudiziaria, per addurre elementi a suo favore”, nel processo per la morte del capitano della Fiorentina, Davide Astori, il medico sportivo pratese Giorgio Galanti, 78 anni, “non ha esitato a fabbricare un documento falso, per di più non in proprio ma coinvolgendo nella realizzazione di una condotta penalmente illecita i due impiegati apicali del reparto di Medicina dello Sport di Careggi, con la conseguenza di coinvolgere anche l’intero reparto e tutti i suoi dipendenti, entrambi evidentemente pubblici ufficiali nello svolgimento delle proprie delicate funzioni, nonché suoi ex colleghi, e una dei quali, sua conoscente di lunga data”.

E’ quanto si legge nelle motivazioni con cui il tribunale di Firenze, lo scorso giugno, ha condannato a un anno Galanti.

Da qui l’accusa di falso per Galanti e per la dottoressa Loira Toncelli, condannata a 8 mesi.

Ma pure di distruzione dell’atto che ha visto la condanna (sempre a 8 mesi) anche del successore di Galanti alla medicina sportiva, Amedeo Modesti.

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