Elia Del Grande, โ€‹finisce la fuga del killer della strage dei fornai: arrestato. Era a bordo di una 500 rubata, ferito un carabiniere.

È finita la seconda fuga Elia il Grande  il 50enne - scappato il giorno di Pasqua dalla casa-lavoro di Alba (Cuneo).

ELIA è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri a Varano Borghi, in provincia di Varese.

La 500 rubata e il carabiniere ferito

Del Grande era alla guida di una Fiat 500 risultata rubata al cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende. Le pattuglie dei carabinieri di Gallarate hanno incrociato l’auto lungo la Sp 18.

L'uomo, nel tentativo di sfuggire al controllo, si è fermato nella strada di accesso di un’abitazione privata, ma i militari, insospettiti dalla manovra, lo hanno raggiunto e bloccato.

Uno dei carabinieri si è avvicinato intimando all'uomo di scendere e, nel contempo, ha cercato di sottrarre le chiavi dell’auto; a quel punto Del Grande ha tentato un'ultima disperata manovra venendo però immediatamente immobilizzato.

Durante l'operazione, uno dei militari ha riportato lievi ferite.

Il 50enne, su concorde parere della procura di Varese, è stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali e sarà condotto al carcere di Varese, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

La strage, la condanna e le due fughe

Condannato all'ergastolo in primo grado e a 30 anni in appello, Del Grande aveva iniziato a godere della semilibertà dopo aver scontato 26 anni e 4 mesi in carcere.

In casa-lavoro ci era finito dopo la violazione della misura di sorveglianza, una decisione che l'uomo ha sempre contestato sostenendo di essersi rifatto una vita, con tanto di lavoro e di una compagna.

Fuggito lo scorso 30 ottobre da una casa-lavoro nel Modenese, era stato rintracciato dopo circa un mese a Cadrezzate, il suo paese di origine in provincia di Varese.

La misura di sicurezza nei confronti dell'uomo era stata da poco prorogata per un altro anno.

Lo scorso 26 marzo la procura generale del Piemonte, interpellata, aveva infatti dato parere contrario all'azzeramento della misura.

Niente libertà dal 13 aprile, come sperava, motivo che lo avrebbe spinto alla nuova fuga.

«Il magistrato ha detto che è socialmente pericoloso, ma non lo è; ha voluto rinchiuderlo perché riteneva non fosse pronto a stare fuori.

È un accanimento vero e proprio», ha detto la compagna, Rossella Piras, che lo scorso autunno è stata indagata per aver favorito la prima fuga del compagno.

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