Eithan Bondi, fermato il ragazzo che ha sparato al corteo del 25 aprile: ha 21 anni. «Sono della Brigata Ebraica»

Accusato di tentato omicidio

È accusato di tentato omicidio il ventenne fermato ieri sera per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma. A individuarlo e perquisirlo sono stati i poliziotti della Digos dopo le indagini coordinate dalla procura di Roma.

Chi è il ragazzo arrestato: «Faccio parte della Brigata Ebraica»

Si chiama Etihan Bondi ed ha 21 anni. È l’uomo che ha sparato ai due iscritti all’Anpi dopo il corteo del 21 Aprile. La polizia lo ha arrestato oggi dopo averlo individuato grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza. Il 21enne ha detto di far parte della "Brigata Ebraica"

Individuato dalla targa dello scooter

I pm, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, contestano il reato di tentato omicidio al 21enne fermato per gli spari del 25 aprile. Decisivi per le indagini della Digos, coordinate dalla Procura di Roma, sono stati due frame di due filmati delle telecamere.

Due filmati differenti, consegnati alla Procura di Roma, in cui si vede l'uomo «dal giubbotto verde militare e col casco integrale» sparare verso Nicola Fasciano e Rossana Gabrieli, i due iscritti all'Anpi colpiti con la pistola da softair sabato pomeriggio al termine del corte.

I coniugi, lui 65 anni e lei 61, hanno raccontato agli agenti del Commissariato di essere stati feriti «all’inizio di via delle Sette Chiese», all’angolo con via Ostiense, nel quadrante sud della Capitale. A pochi passi dal Parco Schuster, l’area verde dove si stava tenendo il comizio a conclusione del corteo per la Festa della Liberazione. È stata una delle telecamere di quella zona ad aver inquadrato l’uomo, a bordo del suo scooter bianco, estrarre e puntare l’arma ad aria compressa.

Le polemiche

Dal 25 aprile, quando sul palco del comizio hanno dato la notizia del «ferimento dei compagni» non si placano le polemiche. Tra rabbia e indignazione per un ferimento «avvenuto per via dei fazzoletti dell’Anpi», hanno ribadito sin da subito le due vittime.

Certi di essere state presi come bersagli proprio perché avevano i fazzoletti dell’Associazione ben visibili al collo mentre camminavano per tornare al Parco Schuster. «Ho temuto di morire», ha ammesso Rossana, esponente di Sinistra italiana ad Aprilia, ancora molto provata per quanto ha vissuto.

Quei momenti non li dimenticherà facilmente. «Non è sceso dalla moto: si è fermato, ha puntato con il braccio teso e ha esploso almeno quattro colpi. Poi ha fatto uno scatto veloce, ha accelerato ed è sparito». Fuggito per le strade della città, dopo aver rovinato «quello che doveva essere un giorno di festa», ha detto più volte Nicola.

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