Robbie Williams, la nuova diagnosi che gli ha cambiato il modo di guardare a se stesso
Il cantante britannico ha raccontato di aver scoperto recentemente di essere autistico. Una rivelazione arrivata dopo anni di riflessioni sulla propria neurodivergenza.
Robbie Williams torna a parlare apertamente della propria vita e della sua mente. Il cantante britannico ha rivelato di aver ricevuto recentemente una diagnosi di autismo, aggiungendo un nuovo tassello a un percorso personale che da tempo lo vede raccontare pubblicamente ADHD, pensieri intrusivi e difficoltà legate alla propria salute mentale.
La rivelazione è arrivata durante un recente incontro a Londra. Williams, con il suo consueto modo diretto e ironico di affrontare anche gli aspetti più delicati della propria vita, ha spiegato che la nuova diagnosi gli permette di comprendere meglio alcuni comportamenti e meccanismi che per molto tempo gli erano sembrati difficili da interpretare.
«Ho l'ADHD e ho appena scoperto di avere anche un po' di autismo, cosa che adoro perché spiega un sacco di cose».
Una nuova chiave per comprendere il proprio passato
Per Robbie Williams non sembra trattarsi semplicemente di un'etichetta, ma di una nuova chiave di lettura. L'artista ha raccontato come alcune caratteristiche del suo modo di pensare possano essere comprese diversamente alla luce della diagnosi.
Il cantante ha parlato anche della sua capacità di concentrarsi in maniera estremamente intensa su ciò che lo appassiona, mentre può incontrare molte più difficoltà quando deve spostare l'attenzione su altre attività. La creatività, in questo contesto, sembra avere un ruolo centrale nella sua quotidianità.
Williams ha spiegato infatti di essere particolarmente attratto dalla creazione di immagini e contenuti divertenti. Per lui, dedicarsi alla creatività rappresenta anche un modo per spostare l'attenzione dai pensieri che possono generare ansia o preoccupazione.
Il rapporto con i pensieri intrusivi
Nel racconto di Robbie Williams emerge anche un altro elemento già affrontato pubblicamente negli anni passati: la presenza di pensieri intrusivi. Il cantante ha utilizzato un episodio vissuto durante un viaggio in aereo per descrivere quanto possa essere imprevedibile il funzionamento della sua mente.
L'esempio è stato raccontato con ironia, ma mostra anche quanto l'artista abbia imparato a riconoscere determinati meccanismi mentali e a cercare attività capaci di indirizzare la sua attenzione verso qualcosa di costruttivo.
Williams aveva già parlato in passato di ansia, depressione e di quella che aveva definito una sorta di “Tourette interiore”, collegata alla presenza di pensieri intrusivi. Nel 2024, durante la promozione del film Better Man, aveva inoltre già ipotizzato pubblicamente di poter essere nello spettro autistico.
Robbie Williams e il coraggio di raccontarsi
La forza di questa nuova confessione non sta soltanto nella diagnosi, ma nella scelta di parlarne apertamente. Robbie Williams ha costruito gran parte della propria carriera mettendo in mostra sia il lato spettacolare della popstar sia quello più fragile e personale dell'uomo.
Nel corso degli anni ha raccontato momenti difficili, dipendenze, ansia e problemi legati alla propria salute mentale. Oggi aggiunge un'altra parte della sua storia, senza rinunciare all'ironia che da sempre accompagna il suo personaggio pubblico.
Ed è forse proprio questo l'aspetto più interessante della vicenda: la diagnosi, raccontata dal cantante non come un limite, ma come uno strumento per comprendere meglio se stesso.
Una consapevolezza arrivata dopo molti anni
La storia di Robbie Williams mostra quanto la comprensione di se stessi possa essere un percorso lungo e complesso. Per l'artista, la nuova diagnosi sembra rappresentare soprattutto la possibilità di rileggere alcune esperienze del passato con una prospettiva diversa, trasformando una scoperta personale in un nuovo punto di partenza.
Fonte: Rolling Stone Italia, 14 agosto 2026.
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