Alesandrina Brenda Fumagalli è accusata dell’omicidio del compagno convivente, il 28enne Cristopher Gaston Ogando.
Svolta nell’inchiesta sull’accoltellamento avvenuto a Parma lo scorso 4 marzo: i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale hanno arrestato una 21enne.
L’intervento dei soccorsi e le ultime parole della vittima
L’episodio risale al tardo pomeriggio del 4 marzo, quando i militari sono intervenuti in un’abitazione di Borgo Riccio dopo una chiamata al 118 per un accoltellamento.
I sanitari hanno trovato l’uomo in condizioni gravissime. Secondo quanto riferito, avrebbe chiesto aiuto dicendo: «aiuto, respiro male, muoio, portatemi in ospedale, aiutatemi!». Sul posto, la donna avrebbe dichiarato di aver colpito il compagno accidentalmente.
Trasportato d’urgenza in ospedale e sottoposto a un delicato intervento chirurgico, il 28enne è morto la mattina seguente per uno shock emorragico causato dalla profonda ferita al torace.
La versione della 21enne: «Un gesto involontario»
Sin dai primi momenti, la giovane ha sostenuto la tesi dell’incidente domestico. Ha raccontato agli investigatori che, mentre stava lavando i piatti con un coltello in mano, il compagno le si sarebbe avvicinato alle spalle per scherzo.
Nel voltarsi di scatto, secondo la sua versione, lo avrebbe colpito involontariamente, sostenendo che l’uomo si fosse di fatto ferito da solo nel tentativo di abbracciarla.
La donna ha mantenuto questa ricostruzione in modo coerente nel tempo, senza modificarne i dettagli.
Gli accertamenti smontano l’ipotesi dell’incidente
Le indagini, però, hanno portato a conclusioni diverse. I rilievi tecnici, insieme ai primi risultati dell’autopsia, hanno evidenziato elementi incompatibili con la versione fornita dalla 21enne.
Secondo quanto ricostruito dal Gip, la traiettoria della coltellata — dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra — indica che la vittima si trovasse di fronte all’indagata, e non alle sue spalle.
Un dettaglio che contraddice in modo netto la dinamica raccontata.
La ferita sulla mano e la ricostruzione del colpo
Un altro elemento ritenuto decisivo riguarda la lesione sulla mano destra della donna. La 21enne aveva spiegato di essersi ferita dopo aver raccolto il coltello, ma questa versione non ha convinto gli inquirenti.
Il giudice ha evidenziato che si tratta di una tipica ferita da scivolamento, compatibile con un colpo inferto con forza. Secondo questa ricostruzione, la donna avrebbe impugnato l’arma e, durante l’azione, la mano sarebbe scivolata sul manico, provocandole il taglio.
Il contesto della relazione
Le testimonianze raccolte da familiari e conoscenti hanno contribuito a delineare un quadro relazionale complesso. La giovane è stata descritta come una persona dal carattere forte, con atteggiamenti talvolta aggressivi nei confronti del compagno.
Questo contesto, unito agli elementi tecnici raccolti, ha portato gli investigatori a ipotizzare che il gesto sia stato il risultato di una reazione violenta improvvisa.
La decisione del Gip: arresti domiciliari
Alla luce degli elementi emersi, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma ha disposto l’arresto della 21enne, accogliendo la richiesta della Procura.
La donna si trova ora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Un caso ancora in evoluzione
L’indagine segna un punto importante, ma non definitivo. La ricostruzione degli inquirenti ha ribaltato la versione iniziale, trasformando un presunto incidente domestico in un’ipotesi di omicidio volontario.
Nei prossimi mesi saranno gli sviluppi giudiziari a stabilire in modo definitivo responsabilità e dinamica dei fatti, in un caso che resta complesso e ancora aperto sotto diversi profili.
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